Alta Velocità

Spesso mi chiedono se mi piaccia viaggiare in treno o lo faccia solo per la compagnia di Ubaldo (il mio french bulldog).

In realtà le cose sono andate così : non avevo mai preso volentieri in considerazione il treno per spostamenti legati al piacere e allo svago.

Legavo il concetto di Stazione, ai tempi dell’università, del pendolarismo per forza e non per scelta, ogni 15 / 20 giorni, per raggiungere la città dove studiavo e abitavo a vent’anni che, appunto era difficilmente raggiungibile se non cambiando almeno due volte.

Una volta però, casualmente, ho dovuto optare per il treno per una gita che avevo organizzato a Venezia perché non potevo usare la macchina e Ubaldo non avrebbe potuto viaggiare con me in aereo giacché, per quanto si possa pensare, ancora nel 2019 viaggiare con il proprio peloso in aereo, anche se di taglia medio/piccola è sempre un “problema” prima che un piacere.

Ma io non riesco a muovermi senza di lui senza sentirmi in colpa se so di poter condividere una vacanza e quindi …il treno!

Ecco che mi sono così trovata ad affrontare il mio (nostro) primo viaggio in Alta Velocità ed è stato l’aprirsi di un mondo: all’arrivo in pochissimi minuti sei in centro città rispetto alla distanza che spesso c’è tra l’aeroporto e la destinazione, per prendere il treno bastano pochi attimi di metro da casa anziché code in tangenziale e ricerche di parcheggio e shuttle o navette all’ultimo respiro, e poi il tempo, lo spazio e l’umanità…

beh per questo concetto serve una finestra aperta a parte.

volendo si può entrare nella “vita” di chi ci siede accanto, o anche solo qualche sedile più in là, se questa persona decide che le sue telefonate siano di dominio pubblico, o se decide di ascoltare i messaggi audio a tutto volume, ma si può sprofondare comodamente con le nostre cuffie dentro la nostra playlist e iniziare a viaggiare con la fantasia tra le parole di un libro che non abbiamo mai tempo di sfogliare.

Si può accendere il tablet o il pc e aggirarsi tra le mail e i documenti delle persone che non riusciamo mai a leggere.

Possiamo soffermare il nostro sguardo tra i paesaggi che scorrono veloci fuori dal finestrino, che legano piccoli paesi arroccati sui colli toscani a pianure desolate dell’oltrepo o della Bassa, il sole alla nebbia, i colori con le scale di grigi…

viaggiare in treno è prendersi quel tempo che non hai mai tempo di prenderti, è giocare con i propri occhi e le proprie orecchie a stare forzatamente in mezzo agli altri, imparare a tollerare o, a nostra volta, imparare ad avere le “buone maniere” alla Csaba, quelle che ci fanno rispettare gli altri come vorremmo essere rispettati per primi noi: spegnendo la suoneria del telefono, usando un tono pacato e un volume basso della voce se proprio non possiamo fare a meno di parlare e non possiamo ovviare con un messaggio o con una mail…

mi piace ricambiare la gentilezza delle persone che incontro e che si offrono di aiutarmi a mettere la valigia sulla cappelliera, i sorrisi rivolti al mio piccolo pelosino che non si muove dalle mie cosce, accovacciato da quando saliamo a quando scendiamo sui miei pantaloni facendoli diventare la sua cuccia e impedendomi ogni piccolo movimento (comunque già effettivamente precluso dagli spazi angusti della seduta).

Mi piace avere il tempo per Leggere il mio libro, ovviamente sul mio iPad, collegato alla rete Wi-Fi del treno, tenendolo aggiornato con le mie note e gli eventuali aggiornamenti dell’editore

Mi piace quella ritualità antica di quando arriva lo steward o la hostess con il giornale o il caffè… e allora prendo anche un biscottino per Ubaldo (non mangia mai niente fuori pasto, mai nulla che non sia il suo cibo pesato e dosato al grammo, ma quando è in una situazione di disagio e si comporta così bene…come non premiarlo?!? ? E poi a casa sicuramente non troverà mai un biscotto visto che ne detesto il sapore, quel retrogusto strano di burro e uovo e quella consistenza appiccicosa che si attacca al palato e ai denti per almeno un’ora dopo che lo hai masticato… Vuoi mettere un cracker salato? Mille volte sapidità!❤️ …ma torniamo al treno)

e così il tempo corre veloce come corre veloce il treno e …senza accorgermene arrivo a destinazione.

Se sto arrivando alla destinazione del mio viaggio, sbirciando e navigando tra le guide su internet, prendo il mio inseparabile notes, il mio quadernino dalla borsa, e mi appunto qualche cosa, qualche strada, qualche negozio, qualche location o ristorante che non posso proprio non visitare nella città dove sto sbarcando…se invece sto tornando a casa basta scendere al piano sotterraneo della stazione e prendere la metro e arriviamo a casa…io, Ubaldo e il nostro mega trolley. In aeroporto era sempre un problema di trovare taxi “cani ammessi”, di treni da Malpensa e poi dopo il treno comunque la metro, di automobile nel parcheggio più vicino raggiungibile solo con le navette del garage, da aspettare…e alla fine il tempo che impiegavo per arrivare a casa si dilatava enormemente, io, sola,con un piccolo trolley perché quello grosso avrei dovuto imbarcarlo e quindi optavo per il piccolo per poterlo portare a mano, e Ubaldo alla fine rimaneva a casina per non avere troppe discussioni tra aerei aeroporti e taxi …

ecco perché amo viaggiare in treno piuttosto che in aereo dove possibile, ovviamente solo Alta Velocità, qui si parlava di viaggi per soli motivi Ludici. Treni per i piccoli tragitti, i treni regionali, i treni stipati dei pendolari che si prendono per “dovere”…beh, tutta un’altra storia 🙄, tutta la mia solidarietà a chi è obbligato a prenderli ogni giorno per studio o per lavoro…❤️

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LaDamianina

LaDamianina, mi definiscono la CHICINGEGNERE, sono una donna, un ingegnere iscritta all’albo da quasi due decenni con innumerevoli corsi di perfezionamento sulle spalle, ho girato tutto il mondo “pascolando” la mia esperienza di consulenza aziendale, facendo corsi di formazione e gestione progetti per aziende di tutto e di ovunque, ho fatto la modella e la hostess per gioco, la barista per amusement, la ballerina classica per vocazione, il conservatorio per dovere, ho dato lezioni di matematica e fisica e adesso invece insegno Style. Immagine e Moda per necessità cosi come alcuni respirano, scrivo molto specialmente della Moda e dello style che amo e con cui gioco, recensisco libri ma ne divoro il doppio, creo accessori personalizzati per le persone che li meritano e soprattutto per liberare l'ispirazione, viaggio da quando sono uscita dalla pancia della mamma e cammino per il pianeta con il naso all'insù e il guinzaglio in mano, inseparabile dal mio French bulldog. Per mantenere centrato il pensiero in questo vortice di perfezionismo parossistico, mi aiuto con la meditazione e lo yoga. Vivo a Milano, forse di passaggio, perché nella mia vita ho rivoluzionato tutto tranne la passione per la Moda, lo Stile, la Bellezza, l’Eleganza. Energia, stile e professionalità fusi in un’unica Voce che urla dentro di me: cercare la “Bellezza” in ogni piega della vita perché sarà la Bellezza che salverà il Mondo. Non ho Sogni nel cassetto ma notes pieni di obiettivi e liste di priorità da raggiungere: un unico desiderio = non raggiungerli mai tutti per non sentire la paura di non avere progettualità.

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