Addio dolcissimo fiore che sei volata in cielo quasi non accorgendotene ma sei entrata nel mio cuore e nella mia anima come un aratro e come questo hai tracciato solchi profondi che non tracciava nessuno da tempo Avevamo età così diverse e ci siamo incontrate in un periodo della vita in cui il nostro cammino era già andato avanti da tempo, ma quegli occhi trasparenti che mi guardavano con dolcezza e severità insieme , non potrò mai scordarli così come non dimenticherò mai quei sorrisi incorniciati da quel rossetto rosso impeccabile da mattino a sera indossato solo per restare sotto il portico , sul dondolo o all’ombra del Gigantesco ibisco che tanto amavi
Quanto amavi il mio Ubaldo quando ti saltava intorno mentre cucinavi o lèggevi le tue inseparabili lettere …
il tuo raccoglitore pieno di quelle lettere scritte a mano che mi facevi leggere ogni giorno , datate quel novembre di 60 anni fa , scritte con una splendida calligrafia da quell’amore con la A maiuscola che non si può credere possa mai essere stato reale.
io stessa non ci avrei creduto se non avessi potuto leggere le Sue parole per te. Lui che ti chiedeva di tornare nella vostra Sicilia troppi anni dopo che vi eravate amati, lui che ti chiedeva di lasciare tutto per tornare ad amarlo, che ti avrebbe dato ciò che meritavi se avessi lasciato l’America… e tu l’hai fatto e lui è andato Oltre ogni tua aspettativa
La Villa che ti ha regalato solo perché gli avevi confidato quanto ti piacesse , la mattina stessa , lui che ti abbracciava sulle sue ginocchia ogni mattina per darti il buongiorno e dirti quanto fosse fortunato ad amarti , ad averti ancora Sua dopo 50 anni insieme… e allora ti stingeva e ti stringeva forte e guai se non poteva farlo.
Hai meritato un uomo così per la Donna che eri, che sei
Dovevamo scrivere la tua biografia romanzata , ricordi?!?
Avevamo promesso che al posto dei nostri tè alla maniera inglese, l’estate 2021 avremmo invece scritto le tue immagini della memoria: troppe per lasciarle evanescenti.
ricordi questa estate quando ci mettevamo sul dondolo dopo il tuo riposino pomeridiano, al fresco, parlando solo inglese, fingendo da perfette donne un po’ americane un po’ inglesi, di bere un tè, ma in realtà io fumavo e tu bevevi acqua ed era solo la nostra scusa per chiacchierare in inglese perché tu sentivi così forte la mancanza della tua lingua della gioventù…
e ridevamo delle vicissitudini che ti erano successe al lavoro da ragazza o ci commuovevamo per le brutture che avevi vissuto in Giappone o negli states per persone che poco hanno rispettato la donna e la mamma che eri.
La vita era diversa durante quegli anni, ma tu eri diversa da tutti e il coraggio non ti mancava, e non ti faceva difetto la forza di reagire
Quanto mi hai insegnato, nemmeno lo sai
Mi piace l’idea di averti dato tanto, me lo dicevi spesso, mi dicevi di averti fatto passare momenti leggeri e di averti dato quei momenti di affetto gratuito senza chiederti nulla in cambio
Ma per me erano tantissimo invece quei tuoi occhi pieni di affetto e di severità con cui volevi dirmi di Vivere e di restarti Vicina e io mi sentivo Importante e indispensabile.
Eri ossessionata dall’abbandono: Non avresti mai voluto che me ne andassi su, a casa, e così rimanevo con te il più possibile
Poi ti sei fatta male e sei tornata alla villa in città e …così non ti ho più vista , ma non abbiamo smesso di esserci nel cuore e nella voce : ci pensavamo , ci telefonavamo
Poi ci si è messo il nuovo lockdown e così non siamo riuscite ad abbracciarci di nuovo
Fino a questa notte , quando ho saputo che il tuo sguardo non si è riaperto sul mondo
Va bene, va bene così :
Non hai sofferto , così si dice per silenziare la Coscienza
Sapevi fare tutto e affrontare tutto , ma non la sofferenza , quella no, proprio non ti apparteneva (mi ricordo il giorno del tuo compleanno o quando sei caduta in casa, quanto “detestavi” e lottavi perché stavi male: non lo accettavi assolutamente)
Ti ho amata anche solo per un anno perché come dicevamo sempre eravamo anime gemelle, gentili fragili e fortissime insieme, che si erano incontrate non certo per caso, che erano troppo gemelle per potersi non Riconoscere prima o poi nel mondo.
Grazie per esserti fatta incontrare.


Bello
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