Buio e Luce

Buio profondo avvolge la stanza

il sole splende fuori e cerca di spandersi dentro, di entrare da tutti i buchi, le crepe, che queste vecchie finestre di legno lasciano tra loro e il muro, che non riescono più a trattenere. L’aria bollente cerca di entrare violenta e sicura di sé

le vecchie persiane di legno cigolante e insicuro sono chiuse, per quanto possano essere chiuse delle persiane che avranno si e no una trentina d’anni di mareggiate e vento di mare alle spalle, anzi in faccia, e abbiano subito ogni tipo di temperatura, dilatandosi e ritraendosi con una resilienza degna della migliore donna che abbia mai conosciuto, se mai ne abbia veramente conosciuta qualcuna degna di essere citata come tale …

il buio mi rassicura, il fresco del buio mi accudisce, mi abbraccia e mi fa sentire avvolta come in una coperta.

mi viene quasi voglia di mettere un maglioncino di quelli tutti sfasciati , scasciati, cenciosi, che uso solo quando nessuno mi vede, per stare con me stessa, di quelli che mi fanno sentire abbracciata e burrosa, non una piccola parte di me di 42 kg tutta tagliuzzata, coperta di cicatrici e piena di ossa appuntite e dolorose … Vorrei che non finisse mai, questo silenzio e questo buio.

vorrei che questa aria che sento bollente, che vuole filtrare con il sole tra le crepe della porta finestra di questa stanza, potesse essere una melodia di suoni leggera per cullare il silenzio verso una nuova forma di sinfonia di suoni, che mi porti in una dimensione di meditazione più alta, che mi permettesse di staccarmi del tutto dalla realtà, di ottenebrare del tutto i pensieri e di lasciarli andare lontano lontano, dove non potessi ripescarli così facilmente come riesco a fare adesso.

Ma loro stanno lì, anzi stanno qui, proprio a portata di mano e non vogliono scappare dove li sto portando, non vengono con me verso il buio, sono illuminati come si potesse puntare su di di loro un faro di quelli che si usano in teatro.

Quando danzavo, mi ricordo la sensazione di essere sola in teatro perché salivo sul palco e avevo una grande luce abbagliante puntata su di me, che non mi permetteva di vedere null’altro che il palco a pochi passi dalle mie scarpette a punta. Sapevo che la platea fino al loggione, i palchi… erano gremiti o quanto meno erano popolati, ma sarebbe stato lo stesso se fossero stati vuoti, perché il mio sguardo non poteva incrociare nessuno di loro, i loro occhi erano nascosti ai miei.

Ero conscia che loro invece mi stessero guardando, e questo mi dava una carica di energia e di voglia di dimostrare , con il mio modo di ballare, solo con la mia danza , quello che ero , quello che potevo dare loro, LaDamianina che avrebbero dovuto vedere …se avessero applaudito, sapevo che avevo fatto centro altrimenti… non avrei centrato l’obiettivo.

ma prima della fine dello spettacolo, non mi era dato di saperlo perché gli occhi , quegli occhi che mi potevano dire se LaDamianina stava arrivando dentro la loro anima e la stava toccando, accarezzando, muovendo …io non li potevo vedere.

Ecco, quella luce, ora, è un faro puntato sui pensieri più beceri e bastardi, che non voglio vedere, eppure è come se vedessi solo quelli , come se avessi il faro puntato in quel palcoscenico su quei pensieri: per quanto sia il mio sforzo andare oltre quella luce, non vedo oltre loro.

Sto aspettando la fine dello spettacolo per capire come proseguire, perché mi danno il tormento.

Il pensiero acquista importanza rispetto a quanto noi gliene attribuiamo, ovviamente, e quindi mi basterebbe non pensarlo per spostare quella luce e addirittura spegnarla , ma non so come poter Essere senza.

Il buio contrasta quella luce, ma i pensieri si continuano a fare strada tra le crepe, prima uno poi l’altro…

Qualcuno mi ricorda quotidianamente che ho sbagliato ogni mia scelta e io in ogni momento sferzo a sciabolate questo schifoso diniego… : non esistono scelte giuste o sbagliate ma “Scelte” .

Da persona estremamente razionale ho compiuto scelte fatte di liste scritte , di tabelle , di pagine strappate a bloc-notes e tovaglioli di carta al bar

quindi in quel momento quella era la MIA SCELTA e come tale non è stata né giusta né sbagliata , semplicemente difficile , perché ,come al solito, mi ha sconclusionato la vita.

la verità è che io so vivere solo così : mi metto totalmente in gioco ogni tanto (o ogni poco) tempo per rivoluzionare la mia esistenza e stravolgere la realtà , per poterla rivedere con occhiali diversi, perché benché rimanga la stessa, non rimanga mai più la stessa.

La realtà però è diversa :

La Vita rimane la stessa e per quanto cambi gli occhiali non cambia nulla.

Mi metto in gioco, cambio vita , città , cambio tutto , mollo tutto e mi rimetto totalmente in discussione , senza paura di ricominciare , sola, fiera, forte e determinata come solo io so essere… ma la verità torna a galla come nel peggiore tvmovie americano delle mattine d’estate , e io conosco già il finale dai primi frame dalle prime scene dopo i titoli e la Sigla iniziale… so già chi è l’assassina: io! Non c’è persona migliore per farmi del male che LaDamianina stessa: sono bravissima: so dove colpire come farlo e lo faccio benissimo!

la verità è che intanto un tarlo mi mangia la coscienza e l’incoscienza, minando la certezza del mio Essere, già poco sincronizzata con il presente perché non posso vivere come farei perché il mio fisico, ora, non lo vuole, non mi segue , mi ha chiesto di aspettarlo, mi ha chiesto tempo… forse un tempo che non ho più voglia di dargli.

Sono un parassita della mia stessa Vita : sopravvivo al giorno per poi morire durante la notte, in una rincorsa di razionalità e inferno di istinti passioni e sentimento.

Vorrei rimanere nel buio e nel contempo rinascere nuova, fatta di champagne e marilyn: labbra sparkling rouge e denti bianchissimi aperti in un grande grandissimo sorriso.

Voglia di ridere del niente, di carezze al mio ego, al mio essere Femmina come fanno questi maglioni sfasciati e “abbracciosi”… voglia di quell’applauso che mi faccia sentire che lo spettacolo sia andato bene, o che comunque stia procedendo come dovrebbe andare e che porterà a qualcosa che ne vale ancora la pena…

Standing ovation, please, e io farò del Buio di nuovo Luce

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LaDamianina

LaDamianina, mi definiscono la CHICINGEGNERE, sono una donna, un ingegnere iscritta all’albo da quasi due decenni con innumerevoli corsi di perfezionamento sulle spalle, ho girato tutto il mondo “pascolando” la mia esperienza di consulenza aziendale, facendo corsi di formazione e gestione progetti per aziende di tutto e di ovunque, ho fatto la modella e la hostess per gioco, la barista per amusement, la ballerina classica per vocazione, il conservatorio per dovere, ho dato lezioni di matematica e fisica e adesso invece insegno Style. Immagine e Moda per necessità cosi come alcuni respirano, scrivo molto specialmente della Moda e dello style che amo e con cui gioco, recensisco libri ma ne divoro il doppio, creo accessori personalizzati per le persone che li meritano e soprattutto per liberare l'ispirazione, viaggio da quando sono uscita dalla pancia della mamma e cammino per il pianeta con il naso all'insù e il guinzaglio in mano, inseparabile dal mio French bulldog. Per mantenere centrato il pensiero in questo vortice di perfezionismo parossistico, mi aiuto con la meditazione e lo yoga. Vivo a Milano, forse di passaggio, perché nella mia vita ho rivoluzionato tutto tranne la passione per la Moda, lo Stile, la Bellezza, l’Eleganza. Energia, stile e professionalità fusi in un’unica Voce che urla dentro di me: cercare la “Bellezza” in ogni piega della vita perché sarà la Bellezza che salverà il Mondo. Non ho Sogni nel cassetto ma notes pieni di obiettivi e liste di priorità da raggiungere: un unico desiderio = non raggiungerli mai tutti per non sentire la paura di non avere progettualità.