Autore: LaDamianina
Arrivederci Anima Pura
E così oggi vola via un’altra ANIMA PURA: la più bella e grande Anima che abbia conosciuto in questo decennio
Amore gratuito
Amore senza mai chiedere nulla in cambio
Spiritualità e rispetto
Meditazione e fantasia
Controllo e senso di protezione verso di me come una sorella maggiore …
È tutto così surreale: Solo l’altro ieri le avevo detto “Cross fingers…Andrà tutto bene” quando mi aveva detto che aveva cambiato terapia
Quando ci eravamo sentite era molto più sollevata e avevamo già fatto programmi per vederci per Sant’Ambrogio
Ora sei là dove già troppi pezzi della mia anima sono sospesi
A volte in momenti come questo mi domando perché io invece stia rimanendo qui…
Vivo anche per loro, per le promesse che mi hanno fatto fare, per le loro esistenze che non sono più, perché sempre di più, se possibile mi fanno amare la Vita e morderla e … sputare i noccioli come dico io, tenendo solo il meglio, perché siamo solo noi a fare le scelte che ci portano al domani.
Solo così quando anche per me arriverà la Fine, sarò sempre fiera di Avere Vissuto Realmente e averlo fatto anche un po’ per loro
Ti amo Doo 🙏🏻
Così come tu continui ad amarmi e lo sento ♥️
…La Tua Fine …La mia Indifferenza

Quando ogni attimo della tua vita diventa prezioso e ce la metti tutta per mordere solo il meglio della tua esistenza e cercare il “bello” che ogni piega della tua giornata può esprimere, quando cerchi di comunicarlo perché qualcuno magari anche solo una singola persona, possa essere consapevole della gioia di vivere , per avere coscienza che ogni attimo è unico, non torna, non si può ripetere, non abbiamo un’altra occasione per poterlo assaporare, a volte con la sua dolcezza, altre con la sua acidità, altre con la sua amarezza, altre ancora con la sua smaccata asprezza, ma sempre e comunque ogni attimo è EMOZIONE , MERAVIGLIA, e vale la pena scegliere di viverlo e soprattutto decidere COME REAGIRE a quell’attimo perché siamo noi stessi a costruire la persona che siamo, la vita che abbiamo, senza scusanti inutili basate su “altri” che ci hanno segnato, su eventi passati che ci hanno preceduto, su malattie che ci segnano ogni ticchettio d’orologio a ricordarci con dolori allucinanti che ci sono… perché noi non siamo il passato, non siamo la malattia, non siamo chi ci ha fatto del male! SIAMO QUELLO CHE QUI E ORA DECIDIAMO DI ESSERE PER COME STIAMO INTERAGENDO IN QUESTOISTANTE CON LA VITA
È per questo che penso che emanando vibrazioni positive non possiamo che fare bene a noi stessi e richiamare l’attenzione su Goodvibes a sua volta…
ecco il punto: mentre io penso tutto questo arrivano cattiverie che non potrei nemmeno immaginare e quest’ultima non mi è purtroppo passata inosservata per la sua inedita perfidia anche se solo una delle tante perché sei non la avessi letta con i miei occhi non ci avrei creduto ad una frase come questa… “… NON SO SE LEI SI È RESA CONTO CHE È VICINA ALLA FINE…” Può una persona “perdere” il proprio prezioso tempo per aprire Messenger e scrivere un messaggio privato a chi nemmeno conosce per scriverle a chiare lettere una frase del genere?!? per me che combatto ogni giorno, dopo essere tornata alla vita troppe volte nell’ultimo lustro, e che sono molto fiera di farlo lanciata verso la luna, senza mai far presente le nmila visite , controlli , medicine , dolori lancinanti , per orgoglio , mostrando solo dignità, forza , che da sempre mi contraddistinguono, proprio non riesco a capire come possa essere lì sul mio Messenger o meglio non capisco il senso che da alla propria essenza la persona che ha voluto essere lì con questo messaggio che, ripeto, non conosco affatto…
comunque lo so da sempre
NON SONO PER TUTTI con buona pace per chi mi da …ALLA FINE 🤷♀️
Buio e Luce
Buio profondo avvolge la stanza
il sole splende fuori e cerca di spandersi dentro, di entrare da tutti i buchi, le crepe, che queste vecchie finestre di legno lasciano tra loro e il muro, che non riescono più a trattenere. L’aria bollente cerca di entrare violenta e sicura di sé
le vecchie persiane di legno cigolante e insicuro sono chiuse, per quanto possano essere chiuse delle persiane che avranno si e no una trentina d’anni di mareggiate e vento di mare alle spalle, anzi in faccia, e abbiano subito ogni tipo di temperatura, dilatandosi e ritraendosi con una resilienza degna della migliore donna che abbia mai conosciuto, se mai ne abbia veramente conosciuta qualcuna degna di essere citata come tale …
il buio mi rassicura, il fresco del buio mi accudisce, mi abbraccia e mi fa sentire avvolta come in una coperta.
mi viene quasi voglia di mettere un maglioncino di quelli tutti sfasciati , scasciati, cenciosi, che uso solo quando nessuno mi vede, per stare con me stessa, di quelli che mi fanno sentire abbracciata e burrosa, non una piccola parte di me di 42 kg tutta tagliuzzata, coperta di cicatrici e piena di ossa appuntite e dolorose … Vorrei che non finisse mai, questo silenzio e questo buio.
vorrei che questa aria che sento bollente, che vuole filtrare con il sole tra le crepe della porta finestra di questa stanza, potesse essere una melodia di suoni leggera per cullare il silenzio verso una nuova forma di sinfonia di suoni, che mi porti in una dimensione di meditazione più alta, che mi permettesse di staccarmi del tutto dalla realtà, di ottenebrare del tutto i pensieri e di lasciarli andare lontano lontano, dove non potessi ripescarli così facilmente come riesco a fare adesso.
Ma loro stanno lì, anzi stanno qui, proprio a portata di mano e non vogliono scappare dove li sto portando, non vengono con me verso il buio, sono illuminati come si potesse puntare su di di loro un faro di quelli che si usano in teatro.
Quando danzavo, mi ricordo la sensazione di essere sola in teatro perché salivo sul palco e avevo una grande luce abbagliante puntata su di me, che non mi permetteva di vedere null’altro che il palco a pochi passi dalle mie scarpette a punta. Sapevo che la platea fino al loggione, i palchi… erano gremiti o quanto meno erano popolati, ma sarebbe stato lo stesso se fossero stati vuoti, perché il mio sguardo non poteva incrociare nessuno di loro, i loro occhi erano nascosti ai miei.
Ero conscia che loro invece mi stessero guardando, e questo mi dava una carica di energia e di voglia di dimostrare , con il mio modo di ballare, solo con la mia danza , quello che ero , quello che potevo dare loro, LaDamianina che avrebbero dovuto vedere …se avessero applaudito, sapevo che avevo fatto centro altrimenti… non avrei centrato l’obiettivo.
ma prima della fine dello spettacolo, non mi era dato di saperlo perché gli occhi , quegli occhi che mi potevano dire se LaDamianina stava arrivando dentro la loro anima e la stava toccando, accarezzando, muovendo …io non li potevo vedere.
Ecco, quella luce, ora, è un faro puntato sui pensieri più beceri e bastardi, che non voglio vedere, eppure è come se vedessi solo quelli , come se avessi il faro puntato in quel palcoscenico su quei pensieri: per quanto sia il mio sforzo andare oltre quella luce, non vedo oltre loro.
Sto aspettando la fine dello spettacolo per capire come proseguire, perché mi danno il tormento.
Il pensiero acquista importanza rispetto a quanto noi gliene attribuiamo, ovviamente, e quindi mi basterebbe non pensarlo per spostare quella luce e addirittura spegnarla , ma non so come poter Essere senza.
Il buio contrasta quella luce, ma i pensieri si continuano a fare strada tra le crepe, prima uno poi l’altro…
Qualcuno mi ricorda quotidianamente che ho sbagliato ogni mia scelta e io in ogni momento sferzo a sciabolate questo schifoso diniego… : non esistono scelte giuste o sbagliate ma “Scelte” .
Da persona estremamente razionale ho compiuto scelte fatte di liste scritte , di tabelle , di pagine strappate a bloc-notes e tovaglioli di carta al bar
quindi in quel momento quella era la MIA SCELTA e come tale non è stata né giusta né sbagliata , semplicemente difficile , perché ,come al solito, mi ha sconclusionato la vita.
la verità è che io so vivere solo così : mi metto totalmente in gioco ogni tanto (o ogni poco) tempo per rivoluzionare la mia esistenza e stravolgere la realtà , per poterla rivedere con occhiali diversi, perché benché rimanga la stessa, non rimanga mai più la stessa.
La realtà però è diversa :
La Vita rimane la stessa e per quanto cambi gli occhiali non cambia nulla.
Mi metto in gioco, cambio vita , città , cambio tutto , mollo tutto e mi rimetto totalmente in discussione , senza paura di ricominciare , sola, fiera, forte e determinata come solo io so essere… ma la verità torna a galla come nel peggiore tvmovie americano delle mattine d’estate , e io conosco già il finale dai primi frame dalle prime scene dopo i titoli e la Sigla iniziale… so già chi è l’assassina: io! Non c’è persona migliore per farmi del male che LaDamianina stessa: sono bravissima: so dove colpire come farlo e lo faccio benissimo!
la verità è che intanto un tarlo mi mangia la coscienza e l’incoscienza, minando la certezza del mio Essere, già poco sincronizzata con il presente perché non posso vivere come farei perché il mio fisico, ora, non lo vuole, non mi segue , mi ha chiesto di aspettarlo, mi ha chiesto tempo… forse un tempo che non ho più voglia di dargli.
Sono un parassita della mia stessa Vita : sopravvivo al giorno per poi morire durante la notte, in una rincorsa di razionalità e inferno di istinti passioni e sentimento.
Vorrei rimanere nel buio e nel contempo rinascere nuova, fatta di champagne e marilyn: labbra sparkling rouge e denti bianchissimi aperti in un grande grandissimo sorriso.
Voglia di ridere del niente, di carezze al mio ego, al mio essere Femmina come fanno questi maglioni sfasciati e “abbracciosi”… voglia di quell’applauso che mi faccia sentire che lo spettacolo sia andato bene, o che comunque stia procedendo come dovrebbe andare e che porterà a qualcosa che ne vale ancora la pena…
Standing ovation, please, e io farò del Buio di nuovo Luce
I miei Demoni
Detesto i miei demoni
ma NON Voglio liberamene:
Adoro la loro compagnia
In questo mare di instabilità sono la mia certezza ,
Sono il mio porto sicuro in questo navigare a vista
Il mare in tempesta tutto intorno, riesce solo a sfiorarmi se penso che poi potrò tornare a fare i conti con me stessa e avrò le mie riposte dentro di me
Saranno in loro le mie riposte
Solo mie
Quelle risposte che nessuno potrà mai condividere
Quelle che la mia anima mi da quando la mente attanaglia le emozioni e non crede di poterle controllare
Magicamente, in una speciale alchimia, la mente le controlla
e sono proprio i miei demoni che sanno come gestire quelle emozioni
So che sarà cosi ogni volta che cercherò quelle risposte
…conviviamo
Abbiamo imparato a tenere ognuno i propri posti,
senza invadere la comfort zone l’uno dell’altro
Ognuno al suo cortese rispetto dello spazio altrui
Attento a non allungarsi nè indietreggiare
La Babele del vociare e dell’agire è placata dalla memoria dell’abitudine ormai
La convivenza ha portato alla ACCETTAZIONE
E non posso più farne a meno
Sono parte di me e non ho nessuna ragione per abbandonare nemmeno un lato del mio Puzzle di ESSENZE
Zia Ross
Addio dolcissimo fiore che sei volata in cielo quasi non accorgendotene ma sei entrata nel mio cuore e nella mia anima come un aratro e come questo hai tracciato solchi profondi che non tracciava nessuno da tempo Avevamo età così diverse e ci siamo incontrate in un periodo della vita in cui il nostro cammino era già andato avanti da tempo, ma quegli occhi trasparenti che mi guardavano con dolcezza e severità insieme , non potrò mai scordarli così come non dimenticherò mai quei sorrisi incorniciati da quel rossetto rosso impeccabile da mattino a sera indossato solo per restare sotto il portico , sul dondolo o all’ombra del Gigantesco ibisco che tanto amavi
Quanto amavi il mio Ubaldo quando ti saltava intorno mentre cucinavi o lèggevi le tue inseparabili lettere …
il tuo raccoglitore pieno di quelle lettere scritte a mano che mi facevi leggere ogni giorno , datate quel novembre di 60 anni fa , scritte con una splendida calligrafia da quell’amore con la A maiuscola che non si può credere possa mai essere stato reale.
io stessa non ci avrei creduto se non avessi potuto leggere le Sue parole per te. Lui che ti chiedeva di tornare nella vostra Sicilia troppi anni dopo che vi eravate amati, lui che ti chiedeva di lasciare tutto per tornare ad amarlo, che ti avrebbe dato ciò che meritavi se avessi lasciato l’America… e tu l’hai fatto e lui è andato Oltre ogni tua aspettativa
La Villa che ti ha regalato solo perché gli avevi confidato quanto ti piacesse , la mattina stessa , lui che ti abbracciava sulle sue ginocchia ogni mattina per darti il buongiorno e dirti quanto fosse fortunato ad amarti , ad averti ancora Sua dopo 50 anni insieme… e allora ti stingeva e ti stringeva forte e guai se non poteva farlo.
Hai meritato un uomo così per la Donna che eri, che sei
Dovevamo scrivere la tua biografia romanzata , ricordi?!?
Avevamo promesso che al posto dei nostri tè alla maniera inglese, l’estate 2021 avremmo invece scritto le tue immagini della memoria: troppe per lasciarle evanescenti.
ricordi questa estate quando ci mettevamo sul dondolo dopo il tuo riposino pomeridiano, al fresco, parlando solo inglese, fingendo da perfette donne un po’ americane un po’ inglesi, di bere un tè, ma in realtà io fumavo e tu bevevi acqua ed era solo la nostra scusa per chiacchierare in inglese perché tu sentivi così forte la mancanza della tua lingua della gioventù…
e ridevamo delle vicissitudini che ti erano successe al lavoro da ragazza o ci commuovevamo per le brutture che avevi vissuto in Giappone o negli states per persone che poco hanno rispettato la donna e la mamma che eri.
La vita era diversa durante quegli anni, ma tu eri diversa da tutti e il coraggio non ti mancava, e non ti faceva difetto la forza di reagire
Quanto mi hai insegnato, nemmeno lo sai
Mi piace l’idea di averti dato tanto, me lo dicevi spesso, mi dicevi di averti fatto passare momenti leggeri e di averti dato quei momenti di affetto gratuito senza chiederti nulla in cambio
Ma per me erano tantissimo invece quei tuoi occhi pieni di affetto e di severità con cui volevi dirmi di Vivere e di restarti Vicina e io mi sentivo Importante e indispensabile.
Eri ossessionata dall’abbandono: Non avresti mai voluto che me ne andassi su, a casa, e così rimanevo con te il più possibile
Poi ti sei fatta male e sei tornata alla villa in città e …così non ti ho più vista , ma non abbiamo smesso di esserci nel cuore e nella voce : ci pensavamo , ci telefonavamo
Poi ci si è messo il nuovo lockdown e così non siamo riuscite ad abbracciarci di nuovo
Fino a questa notte , quando ho saputo che il tuo sguardo non si è riaperto sul mondo
Va bene, va bene così :
Non hai sofferto , così si dice per silenziare la Coscienza
Sapevi fare tutto e affrontare tutto , ma non la sofferenza , quella no, proprio non ti apparteneva (mi ricordo il giorno del tuo compleanno o quando sei caduta in casa, quanto “detestavi” e lottavi perché stavi male: non lo accettavi assolutamente)
Ti ho amata anche solo per un anno perché come dicevamo sempre eravamo anime gemelle, gentili fragili e fortissime insieme, che si erano incontrate non certo per caso, che erano troppo gemelle per potersi non Riconoscere prima o poi nel mondo.
Grazie per esserti fatta incontrare.
LOVEYOURSELF SENZA FILTRI
Ama ogni tua ruga
ama ogni segno di stanchezza sul tuo viso
ama ogni tua smagliatura e ogni tuo neo
ama ogni tuo gesto instintivo
ama ogni tuo impulso ogni tua passione e ogni tua emozione: odio rabbia risata sguaiata e sorriso sarcastico
ama la tua fame nervosa
ama la tua fame d’amore
ama la tua voglia di solitudine
ama la tua voglia di libertà e la tua voglia di sciogliere tutte le catene
ama la tua anima più nera e la tua voglia di romanticismo
ama le tue regole non scritte e la voglia matta di infrangerle
ama la tua tua ansia
ama le tue paure
ama le tue piccole invidie e gelosie
ama le tue gambe gonfie e la tua tua pancia un po’ più rotonda
ama le tue unghie mangiucchiate e il tuo smalto imperfetto
ama i tuoi jeans logori e proprio per questo perfettamente preferiti e il tuo maglione pieno di “pilling” che non riesci a buttare
ama la voglia di viaggiare verso un paese lontanissimo dell’est per fare yoga mistico che lotta con la voglia di un viaggio a Dubai per uno sfarzoso resort solo SPA e shopping compulsivo
ama la tua voglia di scappare da tutto e da tutti
ama la voglia di ricostruire la tua vita perché troppo distante da quella che stai vivendo (ma sappi che ne costruiresti un’altra e vorrai scappare anche da quella perché la vita che vorremmo è sempre quella che vorremmo ancora vivere (te lo dice chi ne ha vissute almeno una decina))
ama la tua disarmonia e la tua voglia di musica a tutto volume la Domenica mattina
ama la tua voglia di mangiare tutta la notte
ama la tua voglia di ubriacarti quando sono anni che non bevi fuori controllo e ama la tua voglia di perdere il controllo quando sai che non lo faresti mai perché sei la “manica de controllo” per antonomasia
ama la tua voglia di lasciare tutti i vestiti che provi su una sedia accavallati l’uno sull’altro affastellati in venti minuti all’idea che non ti stia bene proprio niente (alla fine vincono sempre i soliti Jeans quotidiani (comunque oggi non stanno bene nemmeno quelli))
ama la tua voglia di mangiare tutta la notte di nascosto quando la tua IO saggia non ti vede: è buio!
Ama la tua voglia di mandare a “f@@@@o” il mondo fuori e chiuderti in casa a guardare serie tv e reality show “addormentacervelli” senza che nessuno venga mai a saperlo
ama il tuo attacco notturno di shopping compulsivo per l’ennesimo paio di scarpe e l’ennesima borsa, che sia una pochette o una tote bag…
Amati amati amati e basta
anzi NON È MAI ABBASTANZA
amati con tutta te stessa perché nessuno potrà mai amarti come te stessa (e tanto odiarti e farti del male perché siamo sempre le nostre peggiori nemiche e sappiamo sempre Come farci tanto ma proprio tanto male)
lavorare e investire su NOI STESSE È L’INVESTIMENTO più a LUNGO TERMINE che potremmo fare
Non farti mai CALPESTARE NELLA TUA DIGNITÀ
nella tua FEMMINILITÀ
nella tua voglia di essere DONNA a 360’
con i tuoi PREGI e i tuoi DIFETTI
perché sono proprio queste caratteristiche che ti rendono UNICA E SPECIALE
senza essere mai caduta non ti saresti mai rialzata come la Donna che sei diventata
Saresti un cuscino di un divano e invece sei una persona DINAMICA che continua di giorno in giorno a cambiare a mutare, nel corpo, nell’anima, nel cervello, nel cuore, a crescere, a cambiare, a mutare
sei un essere PLASTICO e RESILIENTE e chi ti sta vicino, CHI SCEGLIE DI CONDIVIDERE UN PEZZO DELLA PROPRIA PASSEGGIATA DELLA VITA CON TE, DEVE SAPERLO e non CAMBIARE IL TUO PASSO ma condividerlo e assecondarlo
Camminare insieme, a volte correre, a volte fermarsi un attimo
Che sia un amico o un partner, un parente, un collega, il boss…chiunque sia dovrà rispettare la tua Resilienza i tuoi si e soprattutto i tuoi NO
AMA TE STESSA E GLI ALTRI TI AMERANNO SEMPRE
Il coraggio?
Dopo mesi riesco a guardare questa foto che ho scattato dopo la doccia durante il lockdown per capire dove fossi perché non c’ero più con il cervello immersa in quell’eterno silenzio, non più solo dentro le mie mura ma anche fuori dalle finestre.
Tutto era ovatta, dentro e fuori dalla mia testa, così ho fermato l’attimo
Desiderio di annientarsi
di sparire
di scappare dai sensi di colpa
dallo schifo della violenza subìta, troppa : fisica sessuale psicologica
le molestie, il senso di sporco e poi la voglia di lavarsi, di pulirsi, di tagliarsi, di punirsi
dalla certezza di meritare il peggio
dalla forza schiacciante delle parole del mondo fuori e del mondo dentro
dai pensieri enormi creati dalla solitudine
dal silenzio
dalla vista del muro ogni ora di ogni giorno, del soffitto, del nulla
del chiodo fisso di “non avercela fatta”
della sconfitta pur combattendo ogni battaglia ogni ora in ogni parte del mondo
combattere la voglia di rifuggire la mancanza di amore : di non saperlo dare, di non saperlo ricevere ,
la paura dell’abbandono ,
la voglia di finire questo stato di eterna febbricola che non sfocia mai in forti emozioni rimanendo un sobbollire di sopravvivenza senza senso in una vita che è sempre stata carica di ADRENALINA tra Accademie di danza atenei universitari conservatorio viaggi intorno al mondo management di aziende importanti party libri tutto freneticamente organizzato …
nessuna zona riservata alla emozioni vere : per pochi attimi di gioia , troppe sofferenze da mettere sul piatto : troppa violenza, Troppi sensi di colpa buttati addosso, ingoiati e appallottolati nello stomaco …
…E così l’anoressia vince
…e i miei sensi di colpa e il mio disprezzo verso me stessa aumenta
E ora è tutto qui, a distruggere da anni me stessa perché la donna del fuori non esista più agli occhi degli altri, perché nulla sembra valga più la pena per andare avanti , per sparire, per smettere di essere un peso per me e per gli altri e conservare il ricordo dell’ultimo spettacolo con standing ovation andato in scena nella spirale della vita troppi anni fa
Ma poi va così …che per orgoglio, e solo per orgoglio, provo ancora a farcela , con le mie maschere da attrice, che vado in scena ogni giorno: apro il mio sipario al mondo e recito la parte migliore di me stessa finché ce la farò
…e lo farò anche oggi
Il fine è uno …
Ho combattuto molte battaglie che si sono affastellate e accanite sugli ultimi due lustri della mia vita … molte hanno inficiato in modo permanente il mio stato di salute , ma purtroppo . se qualcosa ho collezionato oltre ai punti e alle cicatrici fuori e dentro la mia pelle, ho capito che il pensiero che rimugina,
che non cerca in ogni mattina la LUCE e l’obbiettivo per essere la versione migliore di se,
la persona che si lascia “schiacciare” dalle energie negative del suo peggior nemico (spesso se stessa),
chi non cerca di essere la “bellezza” che vorrebbe vedere nel mondo,
chi non cerca la “meraviglia” in ogni angolo ma ne vede solo la monotonia e la patina vintage e “deja vue“…
ecco questa persona spesso ha più facilità a somatizzare alcune patologie…
per altre, purtroppo non si può attribuire nulla al pensiero positivo ne alla meditazione.
Rimane comunque sempre un unico consiglio il mio…
VIVI non SOPRAVVIVERE ,
rimani nel momento
perché è ora il momento di “meravigliarti”
che sia per la violenza del vento, della pioggia
o per i colori di un tramonto
se come me non hai vicino la “meraviglia” di assaporare un sorriso, un abbraccio, una mano calda nella tua , basta il profumo di un fiore,
di un melograno appena tagliato
di una tisana allo zenzero e cannella
di una cioccolata calda
o il freddo in bocca dolcissimo di un gelato al pistacchio di bronte
il profumo del pane appena sfornato o del bbq che sfrigola ,
di una pizza gustosa o di un paio di scarpe nuove appena arrivi a casa e apri la scatola ,
delle pagine di un libro nuovo
del bucato appena ritirato dallo stendino ,
il fruscio del vento in faccia sulla sella di una moto quando il casco è aperto sul viso
le brezza delle onde su un gommone o su un motoscafo che salta di cresta in cresta o il cullare di una barca a vela a ridosso di baie e faraglioni …
insomma c’è sempre “nel momento” un attimo di MERAVIGLIA,
trova il tuo il “più spesso” possibile
Think positive
Feed your soul
Stelle cadenti ?
VIVI IL PRESENTE E COSTRUISCILO come lo desideri, GIORNO PER GIORNO senza pensare a chissà quale “Sempre”.
Continua a DESIDERARE con il tuo nasino all’insù aspettando la tua stella cadente ma non affondare mai nelle tue stesse sabbie mobili…prova fino in fondo a vivere la vita che vorresti invece di desiderarla.
Vivi e non sopravvivere, togliti quella pigrizia di dosso e cresci: LEGGI, STUDIA, IMPARA, DIVENTA QUELLO CHE VUOI ESSERE, qualunque persona tu voglia essere, ma fallo ora, dopo potrebbe essere troppo tardi, potresti voler essere qualcosa d’altro 🤫!
Sperimentati! la Vita è solo una ed è SOLO TUA, NESSUNO TI PUÒ GIUDICARE, e se lo fa, sorridigli e… non ti curar di loro.
NON GIUDICARTI: impara a non farlo tu per primo, è forse la cosa più difficile da imparare… perdonati e impara l’arte dell’ironia e della tolleranza verso te stesso, come verso il mondo fuori.
A testa alta
Love yourself first …respira e AMA quello che puoi quello che hai quello vuoi soprattutto te stesso! non avere rimpianti e vivi ogni attimo , non trattenendo nulla: né l’attimo né l’aria… butta fuori quest’anno difficile e abbi il coraggio di Vivere tutto quello che hai veramente voglia di Sperimentare per la tua vita , perché non ne avrai un’altra a disposizione per poter essere ciò che volevi essere , e avere rimpianti non ti farà cambiare quello che sei , ma solo vivere sempre peggio quello che hai. Ama chiunque ti ami e sorridi a che non ti ama e magari lo porterai a sorridere con te e se non sarà così almeno non avrai perso la gioia che rimane dentro di te. Il rancore lascialo a chi vuole inquinare la propria Vita così come l’invidia e il Giudizio. Open your mind e accetta il diverso da te: ti insegnerà tanto, forse anche a non commettere quello che per te è un “errore”. Cammina a testa alta per il mondo semplicemente perché per arrivare a svegliarti questa mattina ogni notte e ogni giorno su di te hai lavorato per poter diventare la persona che sei, per costruirti. Sii fiero di te stesso e non dimenticarti di leggere e di restare curioso dell’esistenza…sii sempre quello che vorresti vedere nella gente che incontri nel mondo.
Le mie catene
Costruisco grate di spesso ferro alte metri e metri e sopra ci ergo a scudo matasse di filo spinato per lamentarmi di essere in prigione, di una prigionia in cui io stessa sono carceriera e succube al tempo stesso.
Solo io stessa posso liberarmi dalle catene che ho legato alle gambe e ai polsi, del collare che ho stretto al collo che mi stritola e mi soffoca usando la mia stessa forza: quando tiro lui si stringe stritolando la mia carotide, soffocando il mio respiro perché io glielo permetto e, di più, io glielo chiedo …vittima e rea del mio stesso delitto. Spettatrice silenziosa e rumorosa colpevole , consapevole del mio stesso martirio, con la Fame del mio stesso amore per me stessa , e dell’odio verso la stessa io.
Tagliare queste catene con una ganascia sarebbe la cosa più semplice , ma le catene scompaiono alla ganascia e la ganascia scompare alle catene, in un rincorrersi , inconscio e infinito, di irresponsabilità e corresponsabile colpa, che si nutre continuamente tenendosi sotto controllo con ulteriori catene. La punizione per tutto ciò che va saputo controllare perché si deve essere perfezione, ma non si può essere perfezione, in una rincorsa estrema verso l’enigma del sapere e dell’ambire , della coscienza e del desiderio, della realtà e dell’onirico, del sonno e della veglia, di essere e desiderare di essere, di fame e di vuoto, di controllo e di libertà.
Ciao Donna… Ciao Nonna
Oggi te la sei portata via…ce l’hai fatta
hai sconfitto chi ha vissuto le
Guerre
quelle vere e proprie
l’esilio dalla sua terra per le FOIBE
l’incendio della sua casa
la diaspora e l’esilio in continente americano
la depressione
il ritorno in patria ma considerata apolide perché, ne italiana come si sentiva lei, esule istriana, ne Argentina, come la Consideravano, ma men che meno “slava” (così lei li chiamava i titini) .
Tanto entusiasta di tanta vita :
senza una malattia che le abbia (fortuna aveva voluto) mai tolto il sorriso che aveva a denti stretta ma il suo “joie de vivre” sgorgava inevitabile da quegli occhi pieni di mare e ansia di imparare ogni giorno della vita sempre qualcosa di nuovo da tutto e da tutti. Entusiasmo!
Così la definirei
Lei mi ha insegnato ad essere ciò che sono , no attenzione mai una ricetta ! ma mi ha insegnato a leggere , a pensare , a giocare a carte , ci divertivamo con i giochi di quiz e l’enigmistica …si quella la adoravamo..
fu con lei la mia prima sigaretta con il nostro caffè notturno (“che tanto non era vero che non facesse dormire”… e così dormivamo pochissimo quei weekend che passavo da lei ) in una di quelle sere che tornando dalla Discoteca la trovavo alzata curiosa di sapere ogni pettegolezzo o confidenza mi riguardasse… e allora giù Coffee and Cigarettes come due amiche coetanee.
Forse perché con mia madre non ho mai avuto questo rapporto , Questa sensazione di potermi sentire “sbagliata”, dovendo essere sempre “un contegno per cortesia” , che con lei era tutto così speciale
lei che sapeva il francese il latino e il greco perché aveva studiato alle scuole superiori (e non fosse stato per TITO e le FOIBE avrebbe fatto con sicuri risultati anche l’università) , ma lei che aveva saputo quando era stato necessario anche rimboccarsi le Maniche e per la famiglia aveva anche saputo lavorare come Sarta ,
lei che dipingeva panorami e nature morte ad olio e ad acquerello sempre con un velo di malinconia che ammantava tutto , di quella nebbia carsica tipica dei suoi natali, lei che una settimana fa ha iniziato il suo nuovo libro…
La mia nonna.
Ti amo e sono serena perché hai avuto una vita che pochi possono vantare e una dignità, una femminilità , un’eleganza (non uscivo mai senza fondotinta perché non ti si vedesse la couperose in quella pelle di porcellana così delicata ma sempre pettinata e a posto anche in casa da sola) sia nelle situazioni migliori, sia nelle peggiori avversità che hanno fatto di te il mio metro di paragone e che ora, nel periodo forse (senza forse) più difficile della mia mezza vita (se mi paragonassi alla tua) metto in atto ogni giorno, dal momento in cui mi sveglio e decido che “Si , devo essere sempre a testa alta , donna elegante e dignitosa , che io sia a casa o nel mondo, Sola o accompagnata , malata o sana..”
Sono aggettivi questi, “io” invece è un SOSTANTIVO e come tale è lui che comanda : l’Aggettivo siamo Noi a Poterlo (e doverlo) cambiare secondo il peso che “Gli regaliamo”. Quell’io che mi hai insegnato va portato avanti con ambizione e umiltà insieme in resilienza e coscienza di sè, sempre.
Mi hai insegnato tutto questo, e io ti ho semplicemente riempito di amore.
Spero di averti dato tutto quello che avevo dentro, senza rimorsi ne rimpianti , questo è certo
Mai un “non detto” tra noi, sempre schiette e sincere fino a farci male …giacché sapevamo che il fine non era quello e che erano solo parole.
Grazie Nonna
Ti amo
oggi come 10-20-30-40 (e
Rotti) anni fa
UNO STRUCON PICIA
Nonna e Le Foibe
Lei è ancora qui con me:anche se viviamo a km di distanza ormai da anni il nostro cuore è rimasto attaccato con un unico filo come quando avevo pochi mesi, come quando da bambina mi raccontava delle FOIBE, dell’orrore che ha dovuto subire strappata ai suoi fratelli, ai suoi genitori, ai suoi amici e affetti più cari, alla sua casa Natale.
un orrore da cui non si è mai più ripresa, scappando mano nella mano con quel marito appena sposato, con cui sognava una vita finalmente serena, dopo la guerra, dopo gli ultimi dolori della campagna di Russia che avevano visto quell’uomo perdere le dita dei piedi nel freddo della Russia, per la Patria, per l’Italia… quella patria, ironia della sorte, in cui credevano insieme e in cui credevano di crescere la loro famiglia.
Lei di Parenzo, lui di Pola. Due ragazzi che venivano dalle difficoltà della guerra, ma anche dalla speranza e dalla gioia che la gioventù ti ragala… e che si sono trovati senza niente Anche SENZA NOME depredati del loro stesso cognome perché non ERA IL COGNOME GIUSTO per essere ITALIANI!
Non erano italiani in patria, ma non avevano più casa nè patrimoni in Istria
la morte e il sangue dei loro fratelli e sorelle, il loro ultimo sguardo…
imbarcarsi l’unica soluzione
E così sono partiti per l’America, ma quella “sbagliata” , quella sperduta, quella più a sud di tutte
Sono sbarcati nelle dimentica Ushuaia , al polo sud e lì si sono inventati la vita , la città e hanno costruito piano piano una loro famiglia fatta da loro e tre figli…. da lì a a Mendoza e poi Buenos Aires
ma la malattia della mia nonna non è mai passata : Lei quella Italia la portava nel cuore
Quei 12 fratelli che aveva lasciato , quella casa , quei luoghi di mare e Carso , non li dimenticava e così la malattia della depressione la divorava e la sua nuova famiglia non le bastava a colmare il vuoto , e la nuova vita e la nuova terra potevano averle portato nuove ricchezze ma erano imparagonabili con gli affetti STRAPPATI E BUTTATI NELLE FOIBE.
È stato così che dopo 18 anni sono tornati in Italia: Profughi nuovamente incapaci di sentirsi italiani nella madre patria hanno vissuto nella povertà più nera, mangiando tra i poveri e i derelitti , ospiti di chi non ha rifiutato loro un giaciglio … mio nonno si è fatto muratore e lei sarta … sono riusciti a far laureare tre figli su tre , che a loro volta hanno studiato notte e giorno per far valere il loro sapere in lingua italiana, perché all’epoca non esisteva Erasmus e parificazione scolastica…
pensi che ora sia felice, lei?!?!?! No ! Nei suoi occhi centenari c’è una luce fioca che fa intravedere chiaramente una malinconia per quei luoghi che ha dipinto tutta la vita sulle sue tele e che per tutta la mia vita ho sentito raccontare, per mia fortuna, crescendo con lei
Una Grande Donna che non meritava una vita così …
Ho raccontato spesso questa storia …e la gente mi ha ancor più spesso guardata perplessa chiedendomi cosa fossero queste FOIBE.
Grazie perché finalmente se ne parla
perché troppa gente ha sofferto profuga in patria e fuori Apolide e non per scelta Strappata dall’orrore del sangue ai propri affetti e ai propri averi dalla crudeltà degli uomini e degli interessi di Stato prima…e della Memoria poi.
grazie Nonna
TiAMO sempre di più
Buon viaggio…
Ho visto le balene in Canada, ho sciato tra le cime dolomitiche, ho salito i grattacieli di New York e Toronto, ho passeggiato sulla piazza rossa a Mosca, ho nuotato con le mante nel mare delle Maldive, ho visto le piramidi in Africa, ho toccato la sabbia corallina a Los Roques, con le scimmie ho toccato foglie immense nelle foreste tropicali del Sud America, ho visto facce inquiete e occhioni dolcissimi in Guadalupe, ho assaggiato ostriche inarrivabili sulle coste francesi, ho lavorato alle Baleari ho studiato a Londra, ho spalancato lo sguardo sui boschi nelle periferie delle città del business tedesche, ho passeggiato per i mercatini e passeggiato lungo i laghi svizzeri, ho sciato sulle Alpi e camminato sui passi e tra le malghe d’estate nel Trentino.
ho girato l’Italia per assaggiarne i sapori della Fiorentina, della piadina, della pizza, delle sarde in saor, dei canederli, del tartufo d’alba, della tartare, della farinata, delle sfogliatelle del cous cous di pesce, della raclette, delle orecchiette, dei tortelli di zucca, delle panelle, del Brunello, delle tigelle e dello gnocco fritto, del Nero D’avola, delle arancine, del porceddu, del Prosecco, dei risi e bisi, dei calamari ripieni, del cartizze … ma ho mangiato il polpo più buono spaccato sugli scogli e arrostito nelle isole sperdute della Grecia
ho viaggiato con la moto tra le montagne dell’hinterland brullo e spazzato dal vento corso e poi sardo, esplorando angoli nascosti di isole multiculturali e sfaccettate di sapori e colori che non finiscono mai di stupire, ho visto nevicate spettacolari in Austria e mari cristallini in Croazia e in Martinica ma anche nelle Eolie e nelle Egadi… altre erano le meravigliose acque delle cascate del Niagara: così tempestose che non si lasciavano guardare perché la loro forza portava via. Quelle strade per raggiungerle dal Canada, girovagando nell’America del Nord per km e km senza vedere altro che aceri e alberi a destra e a sinistra di carreggiate vuote e larghissime che creano dossi naturali con un foliage che muta di stagione in stagione con colori unici…
Il mondo è qualcosa di enorme: non si può pensare che il mondo abbia confini.
Siamo un puntino dentro a tutto questo e più viaggiamo più ce ne rendiamo conto.
Tutte le opere d’arte dentro a tutti musei che ho visitato le costruzioni immense o le piccole opere dell’uomo possono essere tanto tantissimo ma non saranno mai all’altezza di quello che la natura ci ha messo a disposizione e che dobbiamo cercare di proteggere perché quando tra la torba dell’Irlanda o tra i coralli dell’oceano maldiviano o sotto la neve fioccante delle Dolomiti o il sole dei Caraibi o gli spruzzi violenti delle Niagara Falls o delle onde di Biarritz ti ci trovi …
senti la violenza terribile di Keats che ti attira inesorabile come una sindrome di Stendhal che ti fa perdere i sensi ma insieme ti riempie di energia.
Nulla c’è di più bello del viaggio della scoperta
nulla arricchisce la nostra cultura più del viaggio …
chi non può farlo può fare come lo fece Salgari: leggendo e immaginando.
ma io penso che, zaino in spalla, con le possibilità che la rete da oggi tutti possano farlo e scoprendo il mondo lo tratteremmo meglio.
Purtroppo ora sono costretta a stare un po’ ferma e non posso farlo ma mi manca come l’aria: mi sento in gabbia e non vedo l’ora di poter ripartire, che sia un weekend o due settimane sarà una nuova scoperta, sempre.
Buon viaggio
Non sei la malattia
#Loveyourself #noshame è l’ora di capire che avere una malattia non vuole dire “essere la malattia” La malattia non è una Colpa e non autorizza nessuno ad additarti per strada perché il tuo corpo cambia i tuoi capelli cambiano la tua pelle è diversa il tuo sorriso ogni tanto svanisce inspiegabilmente oppure compare dal nulla per una piccola cosa che prima ti sembrava scontata… l’umore fa l’altalena tra i rami degli alberi come i dosaggi dei medicinali che ti vengono prescritti fino a trovare l’equilibrio (parola assolutamente inarrivabile in fisica chimica e psicologia per ciò che mi riguarda …ma da ingegnere mi definisco in equilibrio “apparente”: please DO NOT TOUCH ME to avoid the Entropy!!!) Gioiamo dei sorrisi apparentemente “cosa avrà da sorridere?” senza inutili invidie e abbandoniamo futili “additate” per il primo capello fuori posto rispetto al nostro concetto di “comfort zone” … accettiamoci e accettiamo gli altri nei cambiamenti SENZA VERGOGNA, mai, perché la priorità è LA VITA che potrà continuare a stupirci ogni giorno Ed è con questo mantra, di Resilienza , dignità e mindfulness, che continuo a crederci anche se lottando sola (ops: con il mio prode Ubaldo #myfrenchie)
Mindfulness
La mia parola chiave di quest’anno che continuamente si è alternata a Resilienza è stata MINDFULNESS
Hai mai provato a “GUARDARTI mentre stai FACENDO” ?
È strano essere spettacolo del tuo palcoscenico come unico onemanshow e osservare che ogni tuo gesto in realtà non è mai fine a se stesso ma ha in sè il significato dell’essere esso stesso gesto,
nel momento per quel momento, nell’hic et nunc.
Perché se fosse in un altro attimo non sarebbe stato o sarebbe stato diverso.
Quante volte prendi una sigaretta che non ti “va”, ed è già bruciata che non ti rendi conto sia finita
O un cioccolatino che non ti serve ma ti gratifica lì per lì ma poi ti fa stare male ma mentre lo mangi cosa provi?
che emozioni provi alzando la voce di fino in tono durante una litigata fuoriosa che sai già non porterà a nessuna conclusione costruttiva ma ti sta facendo dire cose che vorresti rimettere in bocca mentre escono in realtà è di cui sai ti pentirai?
quante volte corri in tangenziale sul raccordo o guidi rabbioso nel traffico per la fretta di arrivare da nessuna parte, perché nessuno ti sta in realtà aspettando per una questione di Vitale importanza, se non una casa vuota e silenziosa che riempiresti di un rumore inutile, di una tv accesa con un programma che nessuno seguirà, se non con una distratta sensazione di compagnia e bisbiglio, che non è che bisogno di condivisione di voci.
Quel vuoto magari lo colmi con junk food , magari ordinato via app, che ingurgitato non ricordi nemmeno di aver mangiato , perché non lo hai guadato, assaporato, sentito …impegnato con l’iPad aperto sui social a verificare l’ultimo post delle tue notifiche…
Mi osservo e , cosa impensabile, provo a lasciare scorrere il qui ed ora, cercando di capire se sia bene o male quello che sto “facendomi”.
Forse se lo facessimo in tanti tanti diventando tantissimi, invece che restare immobili ore ed ore davanti al nulla, a guardare senza osservare il fuori da noi, dando meri giudizi facili e vuoti sull’altro, saremmo tutto un altro mondo.
Buon anno Damiana Oddi e poi cercherò di arrivare anche al passo successivo forse …non giudicarmi …ma per questo il tempo richiede tempo
Glass ceiling
Attrazione del Colore
Party time Outfit
Natale è un pensiero per il mio Amore
Papà
Papà serve per portarti a caccia la domenica mattina presto presto tra i boschi con il freddo
per insegnarti a sciare e scaldarti le manine fregandole forte forte con le sue manone grandi in funivia
Per stringerti gli scarponi
papà serve a Portarti a letto in braccio mentre fai finta di dormire sul divano
è quello che ti mette sotto le coperte e poche ore dopo lo senti alle cinque del mattino…e ti rassicura che va tutto bene con il rumore del bagno che si sta lavando e un altro giorno è arrivato e il buio va via e con lui l’uomo nero
papà serve a piangere quando ti laurei in ingegneria e lui è orgoglione di te e capisci di avercela fatta
papà serve a fare le strisce per terra sulla neve in montagna facendo finta che babbo natale sia arrivato nella notte magica suonando le campanelle e portandoti il castello di barbie
papà serve a tenerti sulla pancia morbida sul divano quando fuori fa freddo ed è sera
papà serve perché non c’è niente che ha il suo profumo di dopobarba dopo che è uscito dal bagno e sai che lui c’è e tornerà la sera
Papà aggiusta tutto con lo scotch
c’è e ci sarà sempre
è lui
È unico
È papà
È il mio abbraccio caldo e morbido
papà è unico
È il mio migliore amico e nessuno me lo toglierà mai, nemmeno tu


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