BASTA DISCRIMINAZIONI

Viviamo tutti sotto lo stesso CIELO

la nostra pioggia confluisce nello stesso MARE

nella stessa TERRA cresciamo piante frutta e animali

BASTA DISCRIMINAZIONI ,

anche piccole piccolissime Cominciamo NOI da quelle piccole di tutti i giorni che POSSIAMO EVITARE: mia nonna Discriminata in Istria perché ITALIANA, costretta ad emigrare in ARGENTINA ,

mia madre discriminata in Italia perché nata in Argentina,

io discriminata dai compagni della scuola materna perché dai capelli rossi, poi discriminata perché DONNA ingegnere Manager di Successo poi perché ammalata…

SORRIDERE a chi quegli sguardi e quelle voci sommesse e sibilanti le mettono in circolo è l’unica arma che abbiamo

e Soprattutto NOI dobbiamo essere NOI QUELLI STESSI CHE LO FANNO neanche nel piccolo della nostra quotidianità…

MAI

Tempo

Ferma, immobile, in una poltrona in platea, ti guardo passare, Tempo… poi, di soprassalto, ti rincorro.

Mi desto e cerco di anticiparti, di erodere ogni tuo angolo, per arrivare prima di te, per la paura che tu possa scappare prima che io possa mangiarti in ogni morso e leccare ogni tua briciola caduta … poi, subitanea, e senza preavviso, torno a guardare il tuo passaggio, quasi come non esistessi io stessa, ma fossi altro da me, e aspetto solo che arrivi il Poi e cambi la lancetta dei minuti sulle ore e delle ore sui giri del sole e della luna.

Accettarti, questo non ce la farò mai a fare: accettare che tu sia più forte di me, è troppo forte anche per me, che sono troppo ribelle per poter soggiacerti.

E la ribellione non porta a nulla, se non all’insonnia perenne, per la paura che se chiudo gli occhi, al mio risveglio, tu possa non Essere più, e quindi, io, di conseguenza.

Rubarti ogni volta un pochino di te o lasciarti andare sperando che tu corra più forte… forse semplicemente accettare che tu esisti davvero e che vivi fuori da me… che sei Qualcosa, tra le tante, che non posso controllare

Il Mare

Lo dico da sempre … è la mia Linfa vitale. Non ho radici sono cittadina del Mondo, nata da genitori di nazionalità diverse, a loro volta figli di genitori expat, e la mia vita è stata caratterizzata dai trolley e dalle emozioni dei traslochi con i suoi contro e i suoi infiniti pro (evadere dal potere degli oggetti che ci possiedono come non ci accorgiamo quando conserviamo quel piccolo post che ci ricorda tanto qualcosa o quella bustina di zucchero che ci ricorda quel bar dove abbiamo preso quel caffè o incontrato quello sguardo Speciale), dagli abiti (facendoci fare shopping dentro il guardaroba (quando non mi ricordavo di avere mille abiti neri io che il nero penso sia un colore da non avere se non per emergenza sul mio style)), dalle scarpe e le borse (le mie opere d’arte), dai libri (che finiscono nelle scuole o nelle librerie aperte di bookcrossing affinché tutti ne possano giovare (perché so che non rileggerei mai qualcosa che mi ha già emozionata a par suo…mi darebbe qualcosa d’altro e non lo vorrei))…

I traslochi mi ripuliscono dentro, sono Catarsi quasi…

Ma il Mare rimane una costante Radice che cerco SEMPRE costantemente da tutta la Vita. È Vita.

Lo guardi e torni a te oppure fuggi nell’infinito decidi tu che movimento dell’onda seguire, avanti o indietro…

Lo scopri azzurro grigio verde blu…

Lo avverti ogni giorno ogni ora differente: sofferente, arrabbiato, irruente, Placido, caldo e accogliente, gelido e scostante… è lui, non perdona.

È sempre forte, libero, infinito.

Eppure è fragile, anche lui, nel profondo è fragile.

Luce

Ansia Gioia Nausea Energia Sorriso Paura Brividi Onnipotenza Lacrime Appetito Buio Smarrimento Vertigini Desiderio Impotenza Attrazione Luce …

Tutto accade in attimi che si susseguono inconsapevoli, che, come onde, invadono e pervadono impetuosi ogni piega del mio corpo, ogni respiro che entra, ogni espiro che esce: butto un’emozione per incamerare un nuovo senso di me stessa, ogni afflato una Me differente da quella che il respiro precedente aveva lasciato… e mi sconvolge.

Ma non mi importa: è vita!

Finalmente è VITA

La lascio fare.

La lascio portarmi per mano, fin dove mi vuole portare

È così che deve essere, quando non chiudi tutto fuori per non sentire più il Dolore.

Devi vivere tutto, devi metabolizzare ogni sensazione, decodificare ogni emozione, metterla al proprio posto e li lasciarla, decantarla.

Perché dimentichi che Se Non vuoi Vedere più l’Ombra è perché non Vedrai Mai Più il Sole

Meravigliati

È agosto

È il momento che tu abbia tutto il tempo di prenderti il tempo di illuminare la tua tua vita

Accenditi

Accendi il pensiero su di te

Pensa

Pensa come sarebbe se…

Invece che Sopravvivere, Vivessi

Non Saziarti, Mangia

Non Coprirti, Vestiti

Non Avere qualcuno vicino per non stare solo:avvicina qualcuno perché è la Persona Speciale che Vuoi accanto

Non aspettare qualcuno che ti Completi: avvicinati a qualcuno quando sei Completo, per avere un Complice nelle tue Ambizioni.

Cammina nel Mondo guardando negli occhi le Persone che incontri, e poi Sorridi, non Abbassare la testa e apri le Spalle.

Credi nei tuoi Sogni e Scrivili.

Scrivi e straccia i Fogli quando capisci che quei Sogni sono i Desideri che gli Altri Desiderano per Te. Gli Obiettivi sono i Tuoi, altrimenti falli in Mille pezzi e lascia che li realizzi chi li Brama.

Lasciati liberi alcuni minuti della giornata per non fare assolutamente nulla, per perderti nel Silenzio Assoluto e Concentrati solo sul Rumore sordo del tuo Respiro, che sale dalla Pancia, alle costole e arriva alle spalle fino alla Gola; poi fai uscire tutta quella Vita, dalla bocca. Butta tutto Fuori, Espira tutta la negatività dalla bocca e riprenditi la tua Energia: ne hai tanta, è Tua. È innegabile, è tutta e solo tua.

Ringraziati perché qualcosa che tu hai fatto oggi ha fatto star bene te stesso e fallo facendoti un Regalo.

Solo tu sai quale Sarà.

Può essere una sigaretta, un cioccolatino, un bicchiere di Vino ghiacciato, una birra, un abbraccio, un massaggio, …qualsiasi cosa ti faccia stare bene.

Meravigliati!

Rimani sempre sorpreso: almeno una volta al giorno Creati una situazione che ti dia Meraviglia!

Esci e cercati un tramonto, vai ad un evento che trovi sui social, imbucati ad una festa aperta a tutti, fatti una cosa buonissima da mangiare, comprati qualcosa che desideri, dipingi, crea, plasma, scrivi, fotografa …qualsiasi cosa che ti dia “Amazing” per un attimo e che ti dia la sensazione di VIVERE e non SOPRAVVIVERE!

Provaci

Al massimo finirai con Fogli strappati e tanta Voglia di Vivere tutto!

🙏🏻

LaDamianina

01/08/2019

Papà

Io non ho figli ma sono figlia e sono stata nipote, amica, confidente e collega di molti padri… sono arrivata a capire che nel nostro tempo il ruolo del Padre è il ruolo del Genitore più difficile: lui non ha 9 mesi di tempo per abituarsi ad una “nuova vita che prende Vita da te”: deve accettare uno “sconosciuto” tra lui e la sua compagna, che vede cambiata di colpo, che stenta a riconoscere, sa che lo deve amare, quell’esserino, e istintivamente, già lo ama, più di se stesso, ma il peso che porta su di se comincia a farsi sentire. Sa che Dovrà essere modello di forza, ma al tempo stesso di eleganza e gentilezza, perché lui ne possa prendere esempio e non abbia mai ad avvalersi della violenza come risposta agli abusi, ai soprusi, ma sa che se lo toccassero, se la sfiorassero nel caso fosse una piccola creatura rosa, non potrebbe fare a meno di desiderare solo le fiamme più ardite dell’inferno per chi lo facesse. Sa che dovrà essere presente, ma Portare a casa la dignità di un lavoro e di una carriera possibilmente, che lo faccia guardare dalla sua famiglia con orgoglio, e che faccia pensare alla sua piccola gioia che un giorno “vorrà essere proprio come suo Padre”. In questi silenzi e lunghe attese, dovrà sapersi far rispettare, con la disciplina e la credibilità di un genitore attento, ma anche con la condivisione del più forte degli amici. Dovrà avere le spalle abbastanza larghe per poterci piangere sopra, e dovrà avere le mani così pesanti da applaudire ad un gol del suo piccolo Campione o ad una prima a teatro della sua piccola Etoile… come farà ad essere amico e complice e nel frattempo a farsi rispettare come padre con la figura forte a cui affidare le regole non scritte dell’educazione? come farà intanto ad essere un uomo in carriera ed un marito attento ai bisogni della sua compagna, che non aspetta altro che i suoi occhi innamorati come poco tempo prima? E quella creatura, senza dire nulla, senza chiedere nulla, nel frattempo gli ha già cambiato la vita e, probabilmente, gli ha già dato tutte le risposte che cercava. Grazie papà, perché senza di te non sarei quello che sono, perché molte scelte le facciamo solo per vedere nei vostri occhi L’orgoglio che noi abbiamo nei nostri occhi quando vi guardiamo, ancora oggi!

Sii Donna e Vivi … Davvero!

… non me la sento mai di parlare quando troppo fiato si spreca intorno a date come l’OTTO MARZO… fiato sprecato, parole sporche di ipocrisia, piccole. Parole troppo stupide per poter spiegare cosa voglia dire veramente lottare per essere Donna, GIORNO DOPO GIORNO.

Non mi meraviglio mai degli uomini, quelli hanno tutta la mia scusante di non sapere di cosa parlano, non è materia loro, ma almeno le Donne, quelle dovrebbero essere le GOCCE che rendono reale l’Oceano, e invece scopri che non SANNO, e il non sapere non è una scusante, ma una COLPA, perché dipende solo da loro stesse.

Se nasci povero NON è una tua colpa, ma se muori ignorante puoi incolpare solo TE stesso: la libertà della vita è poter scegliere ogni momento come poterla vivere. Ci vuole CORAGGIO, è vero: è molto più comodo lasciarsi vivere e invidiare chi fa di più, chi ha di più… o, ancora di più, criticare chi fa un passo falso, aspettando che lo faccia stando seduti a guardare, attendere sulla sponda del fiume,

ma quello non è Vivere, quello è SOPRAVVIVERE. Se vi piace vivere così, fatelo! Non chiedetevi poi perché, rispetto a voi, una persona abbia una marcia in più e non esca dai vostri discorsi il famoso: “beata te…!”. Se lo vuoi davvero, lo puoi fare. Ed è proprio per questo che dico sempre che la cosa fondamentale è focalizzarci su ciò che DESIDERIAMO realmente.

Ad esempio siamo davvero sicuri di desiderare un Amore eterno? Lo stesso uomo giorno dopo giorno, ogni istante vicino a noi, per tutto il resto della nostra vita, senza mai desiderare nulla e nessuno che non sia lui, condividendo ogni attimo della nostra vita, notte e giorno, solo con lui? L’amore è un’emozione: si prova, si sente, ti fa vibrare … passa dalla passione alla tenerezza, ma ha un forte fortissimo pericolo che incombe come una spada di Damocle: la routine , la Noia. Vivere di Noia e di abitudine per la PIGRIZIA di lasciare che le emozioni ti travolgano è un Sopravvivere che nessuno si merita. L’Amore è Svegliarsi vicino al tuo Complice, addormentarsi con il tuo compagno di “giochi”, passare ore a chiacchierare con il tuo migliore amico, prendere il vento nella faccia con il tuo “velista” o il tuo “motociclista”, mangiare sushi dallo stesso piatto imboccandolo con le sue chopsticks, mangiare il bordo della sua pizza, avere 20 anni ubriachi di vita guardando un tramonto, raggomitolarsi sul divano l’una dentro l’altro in una grigia fredda domenica di gennaio con i piedi freddi che cercano i suoi, un bacio rubato mentre cucinate insieme…e smettere per un “attimo” di cucinare…

questo e mille altre cose è l’Amore e il PER SEMPRE poco conta se il PRESENTE non è questo. VIVI IL PRESENTE E COSTRUISCILO come lo desideri, GIORNO PER GIORNO senza pensare a chissà quale “Sempre”.

Continua a DESIDERARE con il tuo nasino all’insù ma non affondare mai nelle tue stesse sabbie mobili…prova a vivere la vita che vorresti invece di desiderarla.

Siamo sicuri che desideriamo il “posto fisso”? Lo stesso lavoro giorno dopo giorno per tutta la vita, nello stesso palazzo, LO STESSO MEDESIMO UFFICIO CON gli STESSI MEDESIMI COLLEGHI, LE STESSE FACCE LE STESSE VOCI per più di 10 ore al giorno, con un computer e uno smartphone come migliori amici per fingere un po’ di evasione, e cercare di trovare un po’ di “potere” tra le righe di un social…per il resto dei prossimi 40 anni, magari con la stessa scrivania e lo stesso portone, la stessa portineria, un giorno dopo l’altro, un giorno uguale all’altro, alla macchinetta del caffè, alla pausa pranzo, al bar, al parcheggio, lo stesso suono del telefono, lo stesso indirizzo mail… 

Io non riesco a pensare a nulla che duri più di qualche ora, non riesco a pensare nemmeno a fumare per non essere dipendente da qualcosa che sia fuori da me. 

Sapere di dipendere da una abitudine, che sia affettiva, che sia una droga, come il fumo, odio addirittura avvertire il senso della Fame perché ritengo che sia un desiderio Ancestrale, animalesco… che sia un Amore, che sia un posto di lavoro chiuso, come un ufficio con una porta chiusa alle spalle… aiuto, mi viene subito una forma di CLAUSTROFOBIA, una sorta di eczema, un’orticaria che mi induce a grattarmi, ovunque, e mi toglie il respiro.

Sin da piccola, molto molto piccola, mia madre provava a vestirmi, ma io, già molto self-Made-girl, dovevo vestirmi da sola e mi ribellavo assolutamente ai maglioni collo alto, alle camicie abbottonate e ai collant (che a tutt’oggi vi svelo che non riesco ad indossare a cuor leggero) perché dicevo che mi facevano MORIRE SOFFOCATA. Significativo per una bambina di due anni no?!?

Vivi e non sopravvivere, togliti quella pigrizia di dosso e cresci: LEGGI, STUDIA, IMPARA, DIVENTA QUELLO CHE VUOI ESSERE, qualunque persona tu voglia essere, ma fallo ora, dopo potrebbe essere troppo tardi, potresti voler essere qualcosa d’altro 🤫! Sperimentati, la Vita è solo una ed è SOLO TUA, NESSUNO TI PUÒ GIUDICARE, e se lo fa, anche chi se ne frega.

E poi NON GIUDICARTI: impara a non farlo tu per primo, è forse la cosa più difficile da imparare, almeno io ritengo sia quella più ostica… perdonati e impara l’arte dell’ironia e della tolleranza verso te stesso, come verso il mondo fuori.❤️

La Danza Classica

Danzo per amore, per urgenza, per desiderio, per necessità. Danzo perché ho provato a starne senza ma non ci sono riuscita: è un richiamo, è un brivido, è un elastico che attira, e comunque più mi allontano più mi attira a sé.

La danza mi ha fatto un Dono: la disciplina.

È un Dono che ha permeato tutta la mia vita e Che mi ha fatto diventare la persona che sono oggi, nello studio, nel lavoro, nelle passioni, nella famiglia, nelle amicizie; quella persona competitiva, disciplinata che mette sempre il dovere al di sopra di tutto, quella che schedula ogni appuntamento, con se stessa e con gli altri, la persona che pretende il massimo da se stessa e degli altri, la persona che fa le liste dei pro e i contro per ogni progetto, che fa le liste delle priorità e applica il time management in ogni piega della vita.

Per chi non ha mai Frequentato un’Accademia di Danza Classica , probabilmente è difficile comprendere quello che scrivo, ma chi già dall’età di cinque o sei anni si sia trovato a contatto con una Scuola seria, capisce che cosa voglia dire entrare in un mondo a se. Entrando in Accademia entri in una vera e propria scuola, non solo per il balletto classico, ma in una scuola di vita, di disciplina, di educazione al rispetto delle regole dove i “maestri” di danza entrano a pieno titolo nella vita quotidiana.

Ogni giorno nel Ballerino le rinunce, il sacrificio, la disciplina che escono dalla Accademia fanno sì che l’allievo impari che solo con il sacrificio e con l’impegno costante e ripetuto si ottengano i risultati. Ecco, questa è uno degli insegnamenti più importanti che ho tratto dalla danza classica.

Ci sono poi gli insegnamenti che ti portano a conoscere il tuo corpo, quelli che ogni giorno ti portano a sperimentare qualcosa di più sul tuo corpo, su ogni muscolo, su un’apertura, una chiusura , una posizione, un equilibrio…e i lati negativi per cui il tuo corpo non ti dà mai abbastanza e allora comincia diventare il tuo nemico numero uno. Ci sono i momenti in cui cominci a mangiare sempre meno, cominci a vedere il tuo corpo diventare adolescente: l’adolescenza ti dà delle forme che prima non avevi e quello specchio davanti alla sbarra ti fa vedere un corpo che sta cambiando, da puerile diventa il corpo di una donna e non lo accetti perché dentro quel body nero, dentro quei collant quel corpo sta crescendo e sta crescendo disordinatamente, come pare a lui… e così alla fine il tuo corpo diventa il nemico da combattere.

quando il tuo corpo poi non risponde alle posizioni come vorresti, lo porti fino all’estremo, con gli allenamenti estenuanti fino a sfinirti a non sentire più le braccia e le gambe, a far sanguinare i piedi dentro a quelle scarpette.

se metti insieme gli allenamenti estremi e il cibo che scarseggia anche la testa ne risente: questo molte volte non è positivo per l’età adolescenziale …L’età in cui un individuo dovrebbe formarsi, forse una disciplina così forte, così individualistica, nel senso che ti mette davanti a te stesso così nudo e spigliato da ogni scudo, così competitiva e non parlo di competizione per diventare un étoile parlo proprio di competizione con se stessi, che forse è la caratteristica principale della danza classica…

forse tutto questo è troppo forte come esperienza per un adolescente troppo fragile, forse in quell’età non tutti sono così forti da affrontare una sorta di “bullizzazione” contro se stessi, che ogni giorno si vive.

Eppure anche questo perdonatemi ad oggi lo vedo come un regalo che mi ha fatto la danza classica, perché tutto questo fortifica l’animo di una persona perché comunque se vivi e superi esperienze del genere poi riesci a continuare ad essere così autodeterminata, volitiva, disciplinata e riesci a continuare ad essere così forte nel mondo dell’università, perché sai che se non passi un esame dovrai impegnarti sempre di più per passarlo di nuovo, del lavoro, perché sai che se perdi un lavoro dovrai impegnarti sempre di più per specializzarti e trovarne uno nuovo, sai che nulla avviene per caso, Che il caso non esiste, che senza l’impegno, gli sforzi, il costante provarci e riprovarci non si giungerà mai all’obiettivo.

Ad un certo punto la Danza classica di è allontanata dalla mia storia per un difetto alle mie ginocchia a questo fatto sì che io abbia dovuto lasciare l’accademia a 17 anni.

Comunque questo mi ha permesso di continuare a studiare, cosa che altrimenti non avrei potuto fare con l’impegno costante della danza classica: ho potuto frequentare ingegneria all’università e poi continuare il mio percorso di vita con il lavoro in giro per il mondo.

Ma poi le cose per il bello della vita le cose accadano e qualcosa mi ha fatto fermare con il freno a mano, mi ha fatto “inchiodare” di colpo.. ma wow, questo mi ha riavvicinato alla mia grande passione: ho ripreso in mano il libro dei desideri e, visto che per me non esistono sogni ma solo obbiettivi, ho deciso di riprendere in mano questo obiettivo, di riprendere in mano la coscienza del mio corpo , con le stesse problematiche di quando ero adolescente , adesso che sono “anta” e quindi comunque devo affrontare i demoni di un corpo che è cambiato e che non risponde come vorrei rispondesse, un po’ come quando ero adolescente , anche se in termini differenti, ma il risultato è quello e io sono la stessa perfezionista e maledettamente, fottutamente bullizzante di me stessa che ero da adolescente e quindi con questi demoni cerco di combattere.

Ma la cosa bellissima è che sento ancora quel brivido quando parte la musica ed entro in sala con quel legno che scricchiola sotto le scarpette da mezza punta, con quel body aderente al corpo e quei collant, sento ancora i brividi che passano sotto la pelle e arrivano al cervello e scatenano sensazioni surreali: chiudendo gli occhi è come se fossi al centro del palco della scala, o al Bolscioi di Mosca, o in un fondo malfamato di Parigi, in un Loft a New York… potrei essere ovunque ma siamo io , la sbarra e lo specchio tutto ciò che è intorno non esiste, sento la mia maestra con i suoi insegnamenti ma tutto il resto non esiste per quella singola ora sospesa nel sogno, sento la sua voce, sento la musica dell’orchestra, vedo lo specchio, vedo la sbarra, sente il parquet sotto le mezze punte. I movimenti che faccio non sono quelli della danza classica dell’Accademia che frequentavo da ragazza, ora sono adeguati ad un corpo di una quarantenne ma il mio amore Per la danza è quello che esce dai miei occhi che Oggi brillano in quello specchio. Quell’amore è lo stesso che usciva da quel viso pieno di lentiggini di quella ragazzina che in quella Scuola era diventata pian piano donna e io devo dire grazie a Loredana, la mia maestra di riferimento da bambina, e ora devo dire grazie ad Alina, la mia maestra di riferimento da quarantenne, ognuna a suo modo ha risvegliato in me l’amore per una delle arti più belle e più eleganti che ci siano, coniugando l’armonia del corpo con l’armonia della musica con l’armonia delle forme, con la gentilezza dei movimenti la bellezza e l’eleganza sono per antonomasia la danza classica. Penso che per quanto sia scappata non riuscirò mai a smettere di amarla.

My baby just care for me

My baby don’t care for shows

My baby don’t care for clothes

My baby just cares for me

My baby don’t care for cars and races

My baby don’t care for high-tone places

Liz Taylor is not his style

And even Lana Turner’s smile

Is somethin’ he can’t see

My baby don’t care who knows

My baby just cares for me

Baby, my baby don’t care for shows

And he don’t even care for clothes

He cares for me

My baby don’t care

For cars and races

My baby don’t care for

He don’t care for high-tone places

Liz Taylor is not his style

And even Liberace’s smile

Is something he can’t see

Is something he can’t see

I wonder what’s wrong with baby

My baby just cares for

My baby just cares for

My baby just cares for me

Scarpe da uomo: queste sconosciute

Scarpe da uomo

Sono rimasta di sasso quando parlando con un amico per una consulenza basica di stile gli suggerisco una scarpa facendo il nome del modello: “metti una brogue” gli dico, così tra il chiaro e lo scuro, tra i termini “abito” e “principe di Galles”, “giacca a tre bottoni” e “pantalone senza risvolto” …pensando che il modello della scarpa fosse talmente assodato da non dover essere spiegato, da non richiedere una spiegazione pleonastica. Mi ferma: “come hai detto che si chiamano?”

Mi cadono le braccia e l’iPad con loro: disastro! Bene, facciamoci coraggio e facciamo chiarezza con due parole per ogni modello base di scarpetta da uomo anche in vista delle feste imminenti.

Stivaletti

Lo stivaletto da uomo è una delle scarpe che si possono indossare in qualsiasi occasione: che siano biker, Chelsea (i Beatles), oppure desert boots (le Clarks) si declinano cambiando modello cambiando la loro funzione. In questo modo si possono abbinare sia ad un outfit leisure sia ad un abito tre pezzi, più formale.

Oxford

Sono le cosiddette “francesine” da uomo, da abbinare all’abito per le occasioni formali, business.

Derby

Si differenziano dalle francesine per la cucitura del gambetto che in queste scarpe viene cucito sopra la tomaia. Sono utilizzate per occasioni leisure.

Brogues

Le brogues (Ecco le scarpe incriminate) sono una variante delle precedenti, ma hanno una sorta di ricami sulla tomaia. Solitamente si indossano per occasioni prettamente formali o business.

Sneakers

Che siano monster, flat, alte, basse, in pelle, in tela, in microrete…insomma di ogni forgia e materiale sono certamente comode. Erano nate per il look sporty ma ad oggi le vediamo indossare (abusate) ad ogni occasione. Le terrei per il solo tempo libero e il look totalmente informale ovviamente. Non ne sbandiererei di eccentriche Over 60…

Mocassino

Il mocassino è una scarpa senza stringhe, in pelle o scamosciata. Molto piacevoli quelle colorate, con i gommini, indossate in primavera-estate senza calze, sia con look informali sia con outfit più business.

Slippers

Le slippers sono molto simili alle pantofole. Sono state sdoganate tre anni fa dallo street style da alcuni stilisti e sono rimaste molto utilizzate, anche ricamate, in special modo con lo stile pijama, indossate con velluto e sete: so chic, so dandy.

Spiaggia e dintorni

Sandali

Scarpa estiva aperta in gomma o in pelle assolutamente “proibita” nella city, consentita solo nel look da spiaggia.

Espadrillas

Realizzata in corda e in stoffa, anche questa, come Il sandalo, è consentita solo Nei pressi della spiaggia con un outfit total relaxed.

Boat shoes

Le “scarpe da barca” hanno suola in gomma di solito a contrasto e tomaia in pelle solitamente Blu o marrone. Si utilizzano solitamente in barca e non dovrebbero essere esportate in altri contesti, fuori dallo yacht club o dal diporto.

Ora qualche idea in più dovreste averla per voi o per chi vi respira accanto… a voi il compito di cercare qualche immagine su Pinterest se vi incuriosisce qualche modello altrimenti chiedete al customer service del vostro negozio di calzature preferito: provatele TUTTE per vedere quale si adatta meglio alle vostre esigenze 🤫

La gelosia del tempo

Sono gelosa del tempo: è il solo che riesca togliermi la Libertà

Sono gelosa del Mio tempo: non lo posso sciupare e non voglio vivere in affannosa apnea, inquietudine e tormento per inseguire il dopo

Sono gelosa del mio QUI E ORA perché so che nulla è più oltraggioso che non Vivere il tempo

Sono gelosa del tempo che ti vive intorno anche quando io non ci sono più: pensavo che non sarebbe stato possibile un Dopo

Grazie al mio Tempo che mi ha baciato sulle labbra anche questa mattina svegliandomi: Sono pronta ad andare in scena nel Gioco della Vita,

Qui ed Ora,

Libera di Scegliere

Do Not Be YourSelf, Be Your Best

Una nuova giornata, un nuovo giorno da dedicare a noi, a costruire il nostro “io”, a coccolare la nostra anima a giocare con la nostra Immagine e ad Amare, noi e gli altri. Life and Style, parlando di Parole scritte e sentite…dentro, liberando l’immaginazione e visitando la Creatività, navigando a vista tra Ozi e Agi e avendo sempre sullo sfondo lo Stile e il Fashion mood ma soprattutto “LaDaminina pensiero”: usa la moda per uscire dalla tua comfort zone e cerca di esprimere con il tuo stile di ogni giorno di ogni momento quello che sei o quello che vorresti essere… Do Not Be YourSelf, Be Your Best.

Entra in scena, fai il tuo show e fai fare alla tua platea una standing ovation. Fa che il pubblico ti chieda sempre il Bis.

non darti mai per scontato e non annoiare mai, soprattutto te stesso, stupisciti e sorprenditi, rispettati e rispetta il mondo, con elegante leggerezza e bellezza di gesti e parole.

Alta Velocità

Spesso mi chiedono se mi piaccia viaggiare in treno o lo faccia solo per la compagnia di Ubaldo (il mio french bulldog).

In realtà le cose sono andate così : non avevo mai preso volentieri in considerazione il treno per spostamenti legati al piacere e allo svago.

Legavo il concetto di Stazione, ai tempi dell’università, del pendolarismo per forza e non per scelta, ogni 15 / 20 giorni, per raggiungere la città dove studiavo e abitavo a vent’anni che, appunto era difficilmente raggiungibile se non cambiando almeno due volte.

Una volta però, casualmente, ho dovuto optare per il treno per una gita che avevo organizzato a Venezia perché non potevo usare la macchina e Ubaldo non avrebbe potuto viaggiare con me in aereo giacché, per quanto si possa pensare, ancora nel 2019 viaggiare con il proprio peloso in aereo, anche se di taglia medio/piccola è sempre un “problema” prima che un piacere.

Ma io non riesco a muovermi senza di lui senza sentirmi in colpa se so di poter condividere una vacanza e quindi …il treno!

Ecco che mi sono così trovata ad affrontare il mio (nostro) primo viaggio in Alta Velocità ed è stato l’aprirsi di un mondo: all’arrivo in pochissimi minuti sei in centro città rispetto alla distanza che spesso c’è tra l’aeroporto e la destinazione, per prendere il treno bastano pochi attimi di metro da casa anziché code in tangenziale e ricerche di parcheggio e shuttle o navette all’ultimo respiro, e poi il tempo, lo spazio e l’umanità…

beh per questo concetto serve una finestra aperta a parte.

volendo si può entrare nella “vita” di chi ci siede accanto, o anche solo qualche sedile più in là, se questa persona decide che le sue telefonate siano di dominio pubblico, o se decide di ascoltare i messaggi audio a tutto volume, ma si può sprofondare comodamente con le nostre cuffie dentro la nostra playlist e iniziare a viaggiare con la fantasia tra le parole di un libro che non abbiamo mai tempo di sfogliare.

Si può accendere il tablet o il pc e aggirarsi tra le mail e i documenti delle persone che non riusciamo mai a leggere.

Possiamo soffermare il nostro sguardo tra i paesaggi che scorrono veloci fuori dal finestrino, che legano piccoli paesi arroccati sui colli toscani a pianure desolate dell’oltrepo o della Bassa, il sole alla nebbia, i colori con le scale di grigi…

viaggiare in treno è prendersi quel tempo che non hai mai tempo di prenderti, è giocare con i propri occhi e le proprie orecchie a stare forzatamente in mezzo agli altri, imparare a tollerare o, a nostra volta, imparare ad avere le “buone maniere” alla Csaba, quelle che ci fanno rispettare gli altri come vorremmo essere rispettati per primi noi: spegnendo la suoneria del telefono, usando un tono pacato e un volume basso della voce se proprio non possiamo fare a meno di parlare e non possiamo ovviare con un messaggio o con una mail…

mi piace ricambiare la gentilezza delle persone che incontro e che si offrono di aiutarmi a mettere la valigia sulla cappelliera, i sorrisi rivolti al mio piccolo pelosino che non si muove dalle mie cosce, accovacciato da quando saliamo a quando scendiamo sui miei pantaloni facendoli diventare la sua cuccia e impedendomi ogni piccolo movimento (comunque già effettivamente precluso dagli spazi angusti della seduta).

Mi piace avere il tempo per Leggere il mio libro, ovviamente sul mio iPad, collegato alla rete Wi-Fi del treno, tenendolo aggiornato con le mie note e gli eventuali aggiornamenti dell’editore

Mi piace quella ritualità antica di quando arriva lo steward o la hostess con il giornale o il caffè… e allora prendo anche un biscottino per Ubaldo (non mangia mai niente fuori pasto, mai nulla che non sia il suo cibo pesato e dosato al grammo, ma quando è in una situazione di disagio e si comporta così bene…come non premiarlo?!? ? E poi a casa sicuramente non troverà mai un biscotto visto che ne detesto il sapore, quel retrogusto strano di burro e uovo e quella consistenza appiccicosa che si attacca al palato e ai denti per almeno un’ora dopo che lo hai masticato… Vuoi mettere un cracker salato? Mille volte sapidità!❤️ …ma torniamo al treno)

e così il tempo corre veloce come corre veloce il treno e …senza accorgermene arrivo a destinazione.

Se sto arrivando alla destinazione del mio viaggio, sbirciando e navigando tra le guide su internet, prendo il mio inseparabile notes, il mio quadernino dalla borsa, e mi appunto qualche cosa, qualche strada, qualche negozio, qualche location o ristorante che non posso proprio non visitare nella città dove sto sbarcando…se invece sto tornando a casa basta scendere al piano sotterraneo della stazione e prendere la metro e arriviamo a casa…io, Ubaldo e il nostro mega trolley. In aeroporto era sempre un problema di trovare taxi “cani ammessi”, di treni da Malpensa e poi dopo il treno comunque la metro, di automobile nel parcheggio più vicino raggiungibile solo con le navette del garage, da aspettare…e alla fine il tempo che impiegavo per arrivare a casa si dilatava enormemente, io, sola,con un piccolo trolley perché quello grosso avrei dovuto imbarcarlo e quindi optavo per il piccolo per poterlo portare a mano, e Ubaldo alla fine rimaneva a casina per non avere troppe discussioni tra aerei aeroporti e taxi …

ecco perché amo viaggiare in treno piuttosto che in aereo dove possibile, ovviamente solo Alta Velocità, qui si parlava di viaggi per soli motivi Ludici. Treni per i piccoli tragitti, i treni regionali, i treni stipati dei pendolari che si prendono per “dovere”…beh, tutta un’altra storia 🙄, tutta la mia solidarietà a chi è obbligato a prenderli ogni giorno per studio o per lavoro…❤️

Gennaio 2018: Fioccodineve

#fioccodineve il piccolo cinese con quegli occhioni che aveva solo desiderio di andare a scuola, come tutti i suoi coetanei, quasi tutti…perché troppe volte il coetaneo del nostro paese gode di “immunità scolastica”, che non è un nuovo vaccino obbligatorio ma un bruttissimo stile di educazione che ormai da qualche anno sta prendendo campo in questo inutile paese, in cuipostare su Facebook la faccina del figliol prodigo che addobba l’alberello, apre i regali, fa le boccacce…è molto più rasserenante che non educarlo al rispetto delle regole e delle imposizioni di chi sopra di lui c’è per merito, per competenza, per farle rispettare quelle regole dopo aver contribuito a crearle. E allora gli ultimi casi in Sicilia che chiedono gentilmente al professore a suon di calci e pugni di non importunare il pargoletto con quelle regole, in Calabria e in Campania dove il telefonino si capisce che non possa essere alienato dalle manine del piccolo cucciolotto di casa che non deve privarsene in classe durante le lezioni solo per una sciocca e pecoreccia regola imposta dalla Scuola… e sai che facciamo io mamma e magari il tuo fratellone o i tuoi cuginoni? Andiamo direttamente dal Preside, che sia maschio o femmina conta poco, e lo minacciamo, o meglio ancora passiamo alle mani o alle varie manifestazioni violente davanti a chiunque possa verificare quanto siamo tutti uniti in famiglia attorno al pargolo, cui non permettiamo vengano date regole fastidiose, tediose e per di più DA RISPETTARE! Tempo fa mi sono trovata davanti a ragazzine adolescenti tra i 14 e i 19 anni, figlie di amiche di amici o amiche di amiche, e a loro ho avuto il gran piacere di insegnare la materia più creativa del mondo: la matematica, ovvero la base della creazione del tutto, la perfezione dei numeri, la mancanza di incertezze, la regolamentazione del caos, dell’entropia…
E poi arrivavano le dolenti note: i genitori, quelle mamme (mai i padri devo dire) che venivano a ritirare “le bamboline” personalmente perché non avessero a che fare con i mezzi pubblici, e salendo non mi chiedessero se “La bambolina” avesse dato il meglio, fosse migliorata bensì si lamentasse di come quei professori di analisi, geometria, fisica e scienze non capissero assolutamente nulla. Dall’alto della loro laurea in “nientologia” , queste mammine erano proprio certe della mancata preparazione dell’insegnante di turno che si era permessa di fare scendere la stima della bambolina sotto il “110 e lode”. E giuro che la ragazzina presente a se stessa e a questa “costruttiva” analisi materna (che tra l’altro spesso con altre genitrici fanno class action contro il Suddetta Docente al direttore di Istituto), mi guarda dietro ai suoi occhioni pieni di “teensperanze” e “teenambizioni”, e mi dice con quelli che in fondo era meglio non dirlo a mammina che anche i compiti che le avevo assegnato io non li aveva nemmeno guardati, eppure mammina in teoria faceva di lei una studentessa da 110&lode penalizzata da una classe con corpo docente deplorevolmente impreparato… e io mi taccio…ma La frase che mi ha fatto demordere del tutto dall’Amore per trasferire la passione matematica che guidò, per dirne uno, Fibonacci, quella passione per i numeri che ha creato l’armonia della musica, il pentagramma, che ha pervaso ogni atomo del genio di Leonardo…beh, dicevo, io non ho più avuto il coraggio di proseguire quando dicendo ad una “amica” che la sua “bambolina” (per altro maggiorenne) non era più venuta a lezione nei giorni previsti, mi sono sentita rispondere che in fondo lei sapeva sarebbe finita così perché la matematica non è una roba da persone che poi vogliono vivere nel mondo reale, migrare nella grande città per studiare moda o comunicazione, non è importante…”facciamo che se la mia piccola avrà difficoltà alla maturità (SCIENTIFICA!), copierà. Grazie comunque del tuo aiuto in questo periodo (sottotitoli: anche se fai qualcosa di totalmente inutile e teoricamente diseducativo: non insegni nemmeno a telefonare per disdire un appuntamento? lo vedi che la scuola non insegna nulla!!ps: e se avessi una 20euro che mi cresce, gliele darei per il nuovo rossetto mat di Mac…questo sì che è un investimento nel suo futuro!)”
Come sarai bambolina nel mondo l’anno prossimo? Dove sarai? Con quegli occhioni, troverai regole e imposizioni nel mondo del lavoro…che te ne farai? Non saprai neanche cosa siano…e non saprai probabilmente distinguere tra la molestia del tuo capo, il carrierismo del tuo collega maschio, ingegnere lui-signorina tu, il cartellino timbrato per tutti, a turno, per poter prendere lo stipendio, il Natale lavorativo e l’ennesimo sciopero del venerdì dei mezzi pubblici a Roma… come si fa a voler fare un discorso di regole e di meritocrazia con te, bambolina, quando non ti hanno insegnato che gli ostacoli non vanno aggirati ma superati, bisogna credere in se stessi e in ciò che si fa per poter convincere gli altri che siamo i più bravi a farlo, o quantomeno siamo degni di continuare a farlo, perché nulla è dato per scontato, e , scusa, ben vengano i contratti a termine, le basi retributive basse che salgono a fronte di bonus legati agli obiettivi, ai target raggiunti…
Ometto, bambolina, che io la violenza l’ho portata a casa, insieme alle mille soddisfazioni, però, alle mille e mille vittorie quotidiane del mio splendido lavoro che mi ha permesso di girare il mondo, di parlare con il gota della Pmi italiana che nel mondo ha investito, in ogni settore, per quasi 12 anni. Le mie scelte, poi sono state diverse, sbagliate o meno, scelte MIE, date dalla forza che solo il mio passato forte mi ha dato la possibilità di fare… mai un rimpianto un rimorso forse molte delusioni ma fa parte del gioco, è la vita bambolina, ed è proprio questo che la Family e non la scuola doveva insegnarti…
Ometto certamente che gli ingegneri italiani sono i meno pagati d’Europa, che tutto quello che fai, che studi, che pianti, crescerà forse un giorno ma solo se non lo nutri con le aspettative (e allora l’AMBIZIONE dove la mettiamo? È un’aspettativa sotto mentite spoglie?).
E poi…il giudice siciliano e il suo contratto capestro: sempre dentro a questo frullato di tutto e niente di regole, ci si mette questo tipo di regolamento del tutto inusuale, per usare un eufemismo. Ora io mi chiedo, bambolina, visto che ti sei laureata in legge ora, dopo cinque anni di distanza dalla familyhome, nella grande città, come fai a firmare questa petizione per il sessismo machista? Stai ancora aggirando l’ostacolo visto che ti sei accorta che così facendo diventerai presto magistrato? Beh, forse mi auguro questo piuttosto che pensare che tu non abbia idea di cosa stia facendo, che tu non sia presente a te stessa…ma allora, donna di legge e di giudizio, come ti guardi allo specchio? Non ti senti mai “sporca”, specialmente per il percorso che hai deciso tu stessa di fare…la LEGGE.
E poi bambolina non ci credere quando ti dicono che sia “solo corteggiare”: il politicamente scorretto dell’”élite” delle attrici francesi forse è solo per far parlare di se quando l’oblio prende campo? Mi sorge un dubbio: forse queste piccole menti pensano che le piccole menti le abbiamo tutte (e soprattutto tutti) e non sappiamo discernere tra corteggiamento e molestia? Sono basita: giuro che vedere il tuo capo che ti mostra il suo membro in “brutta vista” non è proprio come ricevere un mazzo di fiori la domenica mattina, ricevere un whatsapp con l’imposizione di recarsi in un determinato bagno dell’azienda entro pochi minuti, altrimenti lo sai che sarai fuorigioco, è molto divertente definirlo simile ad un invito per l’aperitivo del venerdì sera… Eh già, bambolina, meno male che ci sono le donne “pallute” francesi che ci permettono di nuovo di essere corteggiate…CI MANCAVA MOLTISSIMO il loro interessamento.
Ora, buona vita a tutte le mie bambole che ho visto teen e che ormai saranno over 20-30enni, e chissà se qualcosa dei nostri discorsi matematici li hanno portati nella loro vita…
Coltivate le vostre ambizioni, qualunque cosa esse siano, basta che abbiate sempre un obiettivo da raggiungere con stile e stima in voi stesse, senza avere mai paura di perdere l’occasione per essere felici e senza avere paura di guardarvi dentro.
Gli ostacoli? Non esistono! Esistono solo nuove opportunità…

Famiglia

La vita dell’essere umano è amore, quello con la A maiuscola fatta di condivisione di Scelte, di condivisione di ideali anche se questi sono differenti, la Famiglia deve essere il luogo ideale dove queste differenze si possono dimostrare, palesare, dove si possa essere se stessi fuori dal gregge, fuori dagli schemi precostituiti della società, quelli che ci vengono imposti quotidianamente dalla Vita lavorativa, dai clienti, dai fornitori, dai conoscenti, dagli sguardi vacui incontrati per strada, in metro, in tram, in treno, nelle auto in coda a fianco alla nostra, sguardi vuoti, persi nel nulla, pari al nostro, che non riusciamo a capacitarci del vuoto caustico che ci circonda e così ci circondiamo di futili impegni anche quando non ne dovremmo avere, incapaci come siamo di restare soli con i nostri pensieri , timorosi e spaventatissimi di rimanere ad ascoltare il silenzio che rimane tra noi e il nostro destino , quello che c’è e quello che avevamo disegnato per noi quando eravamo bambini. E così, anche in famiglia, sorridiamo l’un l’altro stupidamente con denti bianchi e stretti per evitare di parlare a lungo di pensieri troppo profondi che impiegherebbero troppo tempo per essere esausti, per essere sviscerati, tempo che non abbiamo voglia di impegnare, troppo scomodo, troppo Pesante,e così…niente e nessuno esprime se stesso e la Condivisione rimane una Chimera e gli ideali rimangono una futile alternativa alla Realtà che sembra così logica e distante da quello che era l’Idea di te stesso…e, per non urtare l’altrui, segui lo schema e adegui il Reale allo schema designato dagli altri e purtroppo, non ci puoi fare nulla, quando ti capita di non riuscire a trovare impegni, a non trovare spazi pieni tra i tuoi pensieri vuoti, rimangono gli Ideali non Condivisi che avevi da Bambino e che non hai mai avuto il momento è il coraggio di raccontare in Famiglia per non deludere nessuno, e così scopri che l’unico che hai deluso sei te stesso. Rimani qui, il punto è proprio questo…la cosa più bella detto questo è che la nostra vita è solo nostra e per quanto non l’abbiano mai vista con gli occhiali graduati correttamente gli Altri, noi possiamo riprenderla per le Briglie e decidere di darle un’altra possibilità e…cercare, di condividerla con loro, se vorranno, o con una Famiglia tutta nostra, tutta nuova, diversa, costruita attorno a noi come siamo, che ci accetti per ciò che siamo realmente senza volerci come non saremo mai.

La bellezza salverà il mondo. (Fëdor Dostoevskij)

Bellezza declinata in ogni sua forma e sostanza.

La bellezza è desiderio di perfezione

è bramosia di raggiungere il nirvana

di lasciare il “qualunque” a tutto il resto del mondo che sa accontentarsi

è cercare il sorriso in una mattina grigia di gennaio aprendo le finestre e sentendo ghiacciare il respiro caldo della notte

la bellezza è la crema del cappuccino quella mattina ghiacciata che profuma di caldo

la bellezza è scoprire che la tua orchidea è pronta per un nuovo fiore quando ormai non ci credevi più

è vedere quel tramonto che aspettavi da un inverno intero nella serata più rossa di aprile in una spiaggia deserta ancora in attesa dei suoi primi lavori di civilizzazione e per questo selvaggia e fantastica

la bellezza è quell’aria che ti arriva violenta in faccia dal finestrino della macchina viaggiando da sola verso una meta non ancora decisa solo per il gusto di guidare verso il “lontano” da tutto e da tutte le certezze noiose e scontate del quotidiano

la bellezza è il tuo sorriso allo specchio quando riesci a farti felice con un piccolo amuse-bouche senza sensi di colpa

la felicità è l’odore della borsa nuova quando la tiri fuori dalla sua dustbag arrivata a casa dallo shopping

il profumo della pelle delle scarpe nuove

il rumore di carta delle shopper con il vestito che volevi da troppo tempo

la bellezza è il quadro naif che hai comprato per ricordarti una vacanza che appeso a quel muro bianco lo colora di luce e di energia fatta di immagini di ricordi più che di colori

la bellezza è sentire il respiro che ondeggia nel tuo corpo dopo una meditazione yogica e i pensieri che ti soffocavano che finalmente scivolano come olio sulla pelle

la bellezza è l’ultimo capitolo di un libro che hai adorato e adesso non sai se hai più voglia di finirlo per saperne di più di più, di più, senza averne mai abbastanza o se non vorresti leggerlo mai, quel capitolo, per non finire mai qualcosa che sia stato così dentro di te

la bellezza è il brivido della passione

la pazzia dell’innamoramento, dell’incontro con una persona

è il momento esatto in cui senti che la tua anima si fonde con la sua in uno sguardo e senti che quello sguardo ti da un pugno in pieno stomaco e ti leva il respiro per un attimo o forse qualche mese, o forse anni…ma non importa

perché la bellezza è un Attimo

è come la felicità: appena l’hai toccata, l’hai sillabata, è già “nel prima” è passata…

per questo, per apprezzare ogni attimo, ogni afflato della bellezza, è inevitabile vivere nel “Qui e Ora”,

per Respirare ogni Attimo e viverlo con l’intensità che merita per quello che è, non per quello che avrebbe potuto essere.

La bellezza, in ogni tonalità di grigi e di colori,

va abbracciata, senza giudicarla, solo per portarne un po’ dovunque, soprattutto Dentro di Noi.