Famiglia

La vita dell’essere umano è amore, quello con la A maiuscola fatta di condivisione di Scelte, di condivisione di ideali anche se questi sono differenti, la Famiglia deve essere il luogo ideale dove queste differenze si possono dimostrare, palesare, dove si possa essere se stessi fuori dal gregge, fuori dagli schemi precostituiti della società, quelli che ci vengono imposti quotidianamente dalla Vita lavorativa, dai clienti, dai fornitori, dai conoscenti, dagli sguardi vacui incontrati per strada, in metro, in tram, in treno, nelle auto in coda a fianco alla nostra, sguardi vuoti, persi nel nulla, pari al nostro, che non riusciamo a capacitarci del vuoto caustico che ci circonda e così ci circondiamo di futili impegni anche quando non ne dovremmo avere, incapaci come siamo di restare soli con i nostri pensieri , timorosi e spaventatissimi di rimanere ad ascoltare il silenzio che rimane tra noi e il nostro destino , quello che c’è e quello che avevamo disegnato per noi quando eravamo bambini. E così, anche in famiglia, sorridiamo l’un l’altro stupidamente con denti bianchi e stretti per evitare di parlare a lungo di pensieri troppo profondi che impiegherebbero troppo tempo per essere esausti, per essere sviscerati, tempo che non abbiamo voglia di impegnare, troppo scomodo, troppo Pesante,e così…niente e nessuno esprime se stesso e la Condivisione rimane una Chimera e gli ideali rimangono una futile alternativa alla Realtà che sembra così logica e distante da quello che era l’Idea di te stesso…e, per non urtare l’altrui, segui lo schema e adegui il Reale allo schema designato dagli altri e purtroppo, non ci puoi fare nulla, quando ti capita di non riuscire a trovare impegni, a non trovare spazi pieni tra i tuoi pensieri vuoti, rimangono gli Ideali non Condivisi che avevi da Bambino e che non hai mai avuto il momento è il coraggio di raccontare in Famiglia per non deludere nessuno, e così scopri che l’unico che hai deluso sei te stesso. Rimani qui, il punto è proprio questo…la cosa più bella detto questo è che la nostra vita è solo nostra e per quanto non l’abbiano mai vista con gli occhiali graduati correttamente gli Altri, noi possiamo riprenderla per le Briglie e decidere di darle un’altra possibilità e…cercare, di condividerla con loro, se vorranno, o con una Famiglia tutta nostra, tutta nuova, diversa, costruita attorno a noi come siamo, che ci accetti per ciò che siamo realmente senza volerci come non saremo mai.

La bellezza salverà il mondo. (Fëdor Dostoevskij)

Bellezza declinata in ogni sua forma e sostanza.

La bellezza è desiderio di perfezione

è bramosia di raggiungere il nirvana

di lasciare il “qualunque” a tutto il resto del mondo che sa accontentarsi

è cercare il sorriso in una mattina grigia di gennaio aprendo le finestre e sentendo ghiacciare il respiro caldo della notte

la bellezza è la crema del cappuccino quella mattina ghiacciata che profuma di caldo

la bellezza è scoprire che la tua orchidea è pronta per un nuovo fiore quando ormai non ci credevi più

è vedere quel tramonto che aspettavi da un inverno intero nella serata più rossa di aprile in una spiaggia deserta ancora in attesa dei suoi primi lavori di civilizzazione e per questo selvaggia e fantastica

la bellezza è quell’aria che ti arriva violenta in faccia dal finestrino della macchina viaggiando da sola verso una meta non ancora decisa solo per il gusto di guidare verso il “lontano” da tutto e da tutte le certezze noiose e scontate del quotidiano

la bellezza è il tuo sorriso allo specchio quando riesci a farti felice con un piccolo amuse-bouche senza sensi di colpa

la felicità è l’odore della borsa nuova quando la tiri fuori dalla sua dustbag arrivata a casa dallo shopping

il profumo della pelle delle scarpe nuove

il rumore di carta delle shopper con il vestito che volevi da troppo tempo

la bellezza è il quadro naif che hai comprato per ricordarti una vacanza che appeso a quel muro bianco lo colora di luce e di energia fatta di immagini di ricordi più che di colori

la bellezza è sentire il respiro che ondeggia nel tuo corpo dopo una meditazione yogica e i pensieri che ti soffocavano che finalmente scivolano come olio sulla pelle

la bellezza è l’ultimo capitolo di un libro che hai adorato e adesso non sai se hai più voglia di finirlo per saperne di più di più, di più, senza averne mai abbastanza o se non vorresti leggerlo mai, quel capitolo, per non finire mai qualcosa che sia stato così dentro di te

la bellezza è il brivido della passione

la pazzia dell’innamoramento, dell’incontro con una persona

è il momento esatto in cui senti che la tua anima si fonde con la sua in uno sguardo e senti che quello sguardo ti da un pugno in pieno stomaco e ti leva il respiro per un attimo o forse qualche mese, o forse anni…ma non importa

perché la bellezza è un Attimo

è come la felicità: appena l’hai toccata, l’hai sillabata, è già “nel prima” è passata…

per questo, per apprezzare ogni attimo, ogni afflato della bellezza, è inevitabile vivere nel “Qui e Ora”,

per Respirare ogni Attimo e viverlo con l’intensità che merita per quello che è, non per quello che avrebbe potuto essere.

La bellezza, in ogni tonalità di grigi e di colori,

va abbracciata, senza giudicarla, solo per portarne un po’ dovunque, soprattutto Dentro di Noi.

Recensione di LA VIA DEL RITORNO È SEMPRE PIÙ CORTA

Libro a mio parere mediocre, un libro che è un auto confessione, libro che si presta ad essere una memoria della famiglia della piccola vita , per la piccola di casa. Scritto in modo mediocre
sì è bello il personaggio, è piacevole l’idea di poter raccontare la stessa storia con più punti di vista però…
Secondo me che possano rimanere la stessa storia padre figlia, madre figlia, nuora e suocera e figlio di madre anziana
Tutto questo da forse esasperata tristezza nella caducità che forse poteva essere più velata, nostalgia esagerata nel pensare che non sia più l’ Italia di altri tempi. 
questo rapimento finale per poter finire con un tono di ironia, forse?!?!? Malriuscito.
Non  vorrei spoilerare quindi qua mi fermo
nidi di logica all’interno del libro inseriti tra loro veramente male .
diciamo che non ha toccato la mia anima come poteva toccare se non dandomi malinconia e tristezza , e libri che mi lasciano malinconia tristezza non sono libri che possono essere degni di essere letti.
anche il finale un po’ scontato un po’ banale e che forse voleva risollevare questa malinconia questa tristezza…delusione.

Recensione di CAFFÈ AMARO

Attraverso una storia d’amore che in realtà non è puro amore ma crescendo diventa un sentimento forte che potremmo definire affetto, Simonetta Agnello Hornby, passa in rassegna la Sicilia del matriarcato, della politica, della mafia , di Crispi, della guerra oltre confine, della corruzione , del maschilismo… tocca a tratti e tratteggia personaggi minori che rincorrono i protagonisti, che li circondano , non meno importanti, con le loro figure, che attanagliano l’animo della protagonista: Giosuè il soldato, il suocero ricco imprenditore, le cognate snob, la ludopatia e i vizi , le amanti del marito sopportati da lei con la pazienza della donna del sud e della buona madre di famiglia… ed è così che fino alla fine del libro riesce a tenere la famiglia unita sotto un unico ombrello: l’amore, seppure sia solo un amore costruito a tavolino, sin da principio , rispetto a quello che avrebbe dovuto essere e che forse, nel finale …chissà.
Tutto sommato non mi ha coinvolta come un libro romantico, non mi ha trasportata nella Sicilia del tempo come un libro storico, non mi ha distrutta come un romanzo di formazione…mi ha lasciato poco rispetto ad altri libri della Hornby.
È un libro piacevole da leggere come se ci accingessimo alla visione di un film comodi su un pacioso divano una domenica pomeriggio uggiosa e senza pretese , e allora potrebbe essere un piacevole passatempo, ma non un Solleticante motivo per prendere carte e penna e segnare frasi da tenere sul tavolino da salotto , in memoria.

Recensione di LA SOSTANZA DEL MALE

Avete presente la visione serrata del film 24 Ore oppure THE Ravenant”, avete presente quando vi prende quel nodo che vi fa smettere di leggere perché volete sapere di questa natura che troppo spesso è la bestia e spesso è la madre.
per lei allora vivi, sogni: lei, da rispettare da lontano!
Quante volte vi siete trovati in cima al cervino o in vetta alle alpi o alle dolomiti vi siete mai sentiti microscopici e insieme parte di un infinito, quante volte vi siete trovati in una grotta di un faraglione o con un boccaglio o le bombole sotto il mare quasi soffocati dallo spazio infinito dell’intorno così come se voleste addormentarvi o sfidare il mondo?…sfidare…no, mai farlo
libro dirompente perché continua a squarciare: binomio natura madre e bestia con questo titolo: vedere chi vince se l’uomo o la natura in una guerra senza pari: inevitabilmente la natura ha la meglio perché la natura è quella che ci ha creato, la natura è quella che ci può distruggere e veniamo da lei, senza di lei niente, perché comunque sia è una forza di esondazioni, estrazioni , che comunque non sono paragonabili a nulla di quello che può fare l’uomo…o no?,?!
se volete farvi aprire l’anima guardarvi dentro però dovete avere il coraggio di arrivare fin infondo perché il protagonista in fondo ci va, con tutto il suo coraggio, ed è questa la forza del protagonista : arrivare giù con 1000 analisi prendo aprendo spiragli e aprendo apprendo piccole note che erano stati chiuse, che erano stati volontariamente sepolte da altri durante il corso del tempo; il protagonista ha la forza di riaprire tutte le nicchie, anche a discapito della pace familiare.
Ed ecco un’altra forza di questo libro: arrivare a squarciare a sua volta la natura e la natura umana.
quanto può arrivare ad essere la cattiveria umana ? l’uomo è la vera bestia?

Recensione di L’AMORE QUANDO TUTTO È PERDUTO

L’AMORE QUANDO TUTTO E’ PERDUTO
È difficile fare una sola recensione su un libro come questo perché è un libro che si potrebbe dividere in più parti:durante la prima parte ti prende e non ti vuole lasciare più andare , ti fagocita dentro questa avventura di questa coppia.  ti cresce, di paria in parola, la voglia di vivere come loro un’avventura talmente emozionante,  che non vuoi sapere dove ti porterà, quanto ancora durerà.  E ti sembra di vivere con loro questa avventura e di voler partire il giorno stesso per poterla raccontare come la racconta l’autrice.
Ad un certo punto , quando la storia prende un’altra vita, piega nella seconda parte, non capisci come potrà andare avanti quella sorta di “lost”, di gabbia dorata : ti immagini questo paradiso terrestre, questa Oasi, ovviamente bellissima, dove questi due innamorati alla “laguna blu” vivono questo loro amore folle e avventuroso… e invece , purtroppo, si trasforma in un film dell’orrore in un in una storia a tinte horror, a tratti Splatter , dove il sangue degli animali si mischia al sangue e alle feci dell’essere umano che è lui stesso feci. L’essere umano che non ha più dignità , perché perde tutto il suo  essere umano quando , ad esempio , i due si prendono a botte per la costruzione della baleniera o per la nave vista in lontananza. Si capisce che di fronte al caos e al terrore, non sanno come reagire: ognuno reagisce a proprio modo e hanno questi scatti d’ira così animaleschi, come animalesco è il modo in cui mangiano gli animali, predati in modo veramente feroce.
E poi irrompe la terza parte, dove si scopre una donna che non vorresti mai essere, ma che forse capisci che tutti noi siamo quella donna: un essere umano ha come fine ultimo la propria sopravvivenza , non altro …e la propria sopravvivenza va anche a scapito di altre cose , di altri sentimenti , e non voglio dire di più …
e, infine, questa sopravvivenza si trasforma , nell’ultima parte, in sensi di colpa , in erosione così forte che , forse , fa sì che la sopravvivenza non valga tanto quanto la vita stessa , sia pura sopravvivenza fatta di respiro, ma non di emozioni, perché lo stare male è talmente forte che lacera dentro quanto ha lacerato la persona che non è sopravvissuta .


È sicuramente un libro da leggere,  per chiunque legga: per chi ama il genere romantico, per chiama il thriller , per chi ama il genere avventura …per chi ama comunque leggere un libro che ti rimane attaccato alle dita finché non l’hai finito , perché , comunque sia, ogni pagina, ogni frase , ogni parola,  ha dentro di sé e ti rende un’emozione diversa.

Recensione di IO NON MI CHIAMO MIRIAM

IO NON MI CHIAMO MIRIAM
Non si può fare una recensione su un libro così toccante e pieno di verità come questo senza evitare il rischio di essere ridondanti e scontati. Questo libro, è inutile dirlo, tocca tutte le corde di quell’area armoniosa che è l’animo umano delle persone sensibili, suona la melodia dell’amore fraterno, dell’amicizia, dell’amore familiare tra una nonna e una nipote, tra uomo e donna, tra madre e figlio, tratta argomenti di una attualità disarmante pur ambientati nel 1944: la discriminazione razziale, l’apartheid, la violenza di genere, sulle donne, sui bambini, sui deboli…la voglia, il bisogno di nascondersi dietro un dito, un nome falso, un’identità inventata per farsi scudo dal mondo, e alla fine credere talmente tanto in ciò che si è finito di essere che non si rivela a nessuno il VERO fino al tramonto dei propri giorni quando una panchina diventa confessionale eletto verso l’affermazione, la sicurezza di sé…la libertà. Ben scritto, ottima interpretazione di una pagina triste e spesso dimenticata della storia, coinvolgente come un romanzo ma puntuale come uno storico.

Recensione di LA MORBIDEZZA DEGLI SPIGOLI

La morbidezza degli spigoli
Non sono una persona insensibile, tutt’altro, eppure all’inizio questo libro non riuscivo proprio ad iniziarlo: le prime pagine non andavano né su né giù rispetto alla gola e nemmeno riuscivano a darmi quel nodo in gola che ricercavo avendo davanti una storia di separazione, di autismo, di solitudini, diverse ma simili al contempo: un padre che non si sente tale e scappa, una madre troppo madre e poco donna, poco se stessa, poco moglie, poco tutto, solo mamma di un figlio troppo malato è chiuso in se stessi e nei suoi silenzi e nei suoi “capricci” per averle mai detto un Grazie. 
Eppure poi tutto svolta improvvisamente con un piccolo escamotage: invece della solita TV, un videogioco! E perché non tentare? E così tutto, o almeno qualche cosa, per quanto sia possibile, cambia…
E il libro si inizia a leggere da solo, come i grandi romanzi di formazione: di famiglia, di solitudini che si incontrano, di sindrome di Asperger, di chi spesso non ci ricordiamo di ricordare.

Recensione di LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO

lo strano viaggio di un oggetto smarrito 
Non c’è un singolo modo di definire questa storia che non sicuramente un romanzo di formazione: la formazione della coscienza di se’ di Michele, della comprensione da parte della sua anima della sua profonda sensibilità che celava dietro una fine coltre eburnea , così come la la trasformazione di Elena che decide di tornare alla vita oltre la morte, di tornare ad urlare, la formazione di una donna che sceglie una vita diversa, di un uomo che sceglie il sogno, l’avventura fino all’oblio, di un altro uomo che vive una vita disperatamente bugiarda per conservare la propria dignità… ognuno con un motivo…valido?!? Michele ci insegna che ogni colore ha mille sfumature e sono le persone che fanno cambiare colore alla vita : mai guardarla con gli occhi filtrati dai preconcetti che ci siamo costruiti per difenderci…il rosso può diventare blu in un momento, e dobbiamo solo sapere accoglierlo!

Recensione di INCANTESIMO DELLE CIVETTE

“L’incantesimo delle Civette” è Troppo lontano da me in anni, in storie in latitudine, in cultura…questo libro non mi ha coinvolto, non mi ha fatto perdere nel cinema, nelle stradine del paesello palermitano, nelle scene del western all’italiana, negli occhi di franco nero, ne’ mi ha fatto venire voglia di vedere un film , o meglio, un genere. Che per altro non conosco… È lui, luca, un ragazzino nella età delle formazione che scopre se stesso e il mondo fuori , in un mondo che forse per la sua età è molto più grande di lui…ma chi di noi, per una ragione o per l’altra senza Cardinale, senza mafia, senza Nero, nè Damiani, non è cresciuto a volte , troppe, troppo in fretta.

Recensione di ORFANZIA

Orfanzia
C’è qualcosa in questo libro che per me non può essere accomunato a nessun altro libro che ho letto durante il 2017: a suo modo parla di disturbi del comportamento alimentare…
Nulla può toccarmi come un libro che parla con ironia e sarcasmo, con cinismo e crudezza di vomito, di cibo che esce sporco dalla bocca e che si appiccica come la panna sui ravioli o come la maionese del tramezzino, sulla lingua e non scende… se vuole scendere poi si DEVE espellere, e si cerca ogni anfratto ogni giro di angolo di palazzo, di mare, di negozio per poterlo fare uscire e poterlo fare uscire vuole dire vincere. 
Su chi??? 
Sull’altro da noi, su quel piccolo verme impavido che invece che stare allerta sui bisogni animaleschi e bassi dell’umanità becera e grassa, si vuole nutrire e desidera il cibo…
lo desidera e lo brama con succulenta acquolina, sentendone addirittura l’odore, la fragranza attraverso la busta chiusa, immaginandone la ghiottoneria. 
Combatte l’uno, si difende l’altro, divenendo l’uno e l’altro indistinti, facendo del male fisico al corpo, combattendo una battaglia tutta interna e riportata sull’esterno, ma sempre nascosti, l’uno e l’altro. 
E il mondo dei “grandi”, quelli pronti solo a giudicare per le apparenze, il mondo dei prepotenti, quelli pronti a colpire chi reputano, alla prima occhiata, meno forte, non sapendo in realtà quanto siano in errore, il mondo dei professionisti, dei professoroni pronti a salire in cattedra e a saperla tutta loro, la verità che non hanno mai rivelato con il Sacro Graal…
ecco, quel mondo lì, al nostro giovane uomo sembra troppo forte per poterlo affrontare e così affronta a testa alta sé stesso, facendosi male o bene, solo per essere ciò che gli altri da se’ vogliono per lui!
Poi un giorno…
no, basta spoiler!
È un libro da divorare, ma senza cercarvi risposte, solo domande e dubbi su quello che mai potremmo fare per essere felici di noi stessi, senza dimenticare I NOSTRI DESIDERI, e non solo per tentare di essere guardati con quell’aria di “sono soddisfatto di te” dal mondo fuori da noi e da tutte le nostre personalità.
Anche perché alla fine finiremo altrimenti DIVORATI!