Attraverso una storia d’amore che in realtà non è puro amore ma crescendo diventa un sentimento forte che potremmo definire affetto, Simonetta Agnello Hornby, passa in rassegna la Sicilia del matriarcato, della politica, della mafia , di Crispi, della guerra oltre confine, della corruzione , del maschilismo… tocca a tratti e tratteggia personaggi minori che rincorrono i protagonisti, che li circondano , non meno importanti, con le loro figure, che attanagliano l’animo della protagonista: Giosuè il soldato, il suocero ricco imprenditore, le cognate snob, la ludopatia e i vizi , le amanti del marito sopportati da lei con la pazienza della donna del sud e della buona madre di famiglia… ed è così che fino alla fine del libro riesce a tenere la famiglia unita sotto un unico ombrello: l’amore, seppure sia solo un amore costruito a tavolino, sin da principio , rispetto a quello che avrebbe dovuto essere e che forse, nel finale …chissà.
Tutto sommato non mi ha coinvolta come un libro romantico, non mi ha trasportata nella Sicilia del tempo come un libro storico, non mi ha distrutta come un romanzo di formazione…mi ha lasciato poco rispetto ad altri libri della Hornby.
È un libro piacevole da leggere come se ci accingessimo alla visione di un film comodi su un pacioso divano una domenica pomeriggio uggiosa e senza pretese , e allora potrebbe essere un piacevole passatempo, ma non un Solleticante motivo per prendere carte e penna e segnare frasi da tenere sul tavolino da salotto , in memoria.

