Natale è un pensiero per il mio Amore

Papà

Papà serve per portarti a caccia la domenica mattina presto presto tra i boschi con il freddo

per insegnarti a sciare e scaldarti le manine fregandole forte forte con le sue manone grandi in funivia

Per stringerti gli scarponi

papà serve a Portarti a letto in braccio mentre fai finta di dormire sul divano

è quello che ti mette sotto le coperte e poche ore dopo lo senti alle cinque del mattino…e ti rassicura che va tutto bene con il rumore del bagno che si sta lavando e un altro giorno è arrivato e il buio va via e con lui l’uomo nero

papà serve a piangere quando ti laurei in ingegneria e lui è orgoglione di te e capisci di avercela fatta

papà serve a fare le strisce per terra sulla neve in montagna facendo finta che babbo natale sia arrivato nella notte magica suonando le campanelle e portandoti il castello di barbie

papà serve a tenerti sulla pancia morbida sul divano quando fuori fa freddo ed è sera

papà serve perché non c’è niente che ha il suo profumo di dopobarba dopo che è uscito dal bagno e sai che lui c’è e tornerà la sera

Papà aggiusta tutto con lo scotch

c’è e ci sarà sempre

è lui

È unico

È papà

È il mio abbraccio caldo e morbido

papà è unico

È il mio migliore amico e nessuno me lo toglierà mai, nemmeno tu

Famiglia

La vita dell’essere umano è amore, quello con la A maiuscola fatta di condivisione di Scelte, di condivisione di ideali anche se questi sono differenti, la Famiglia deve essere il luogo ideale dove queste differenze si possono dimostrare, palesare, dove si possa essere se stessi fuori dal gregge, fuori dagli schemi precostituiti della società, quelli che ci vengono imposti quotidianamente dalla Vita lavorativa, dai clienti, dai fornitori, dai conoscenti, dagli sguardi vacui incontrati per strada, in metro, in tram, in treno, nelle auto in coda a fianco alla nostra, sguardi vuoti, persi nel nulla, pari al nostro, che non riusciamo a capacitarci del vuoto caustico che ci circonda e così ci circondiamo di futili impegni anche quando non ne dovremmo avere, incapaci come siamo di restare soli con i nostri pensieri , timorosi e spaventatissimi di rimanere ad ascoltare il silenzio che rimane tra noi e il nostro destino , quello che c’è e quello che avevamo disegnato per noi quando eravamo bambini. E così, anche in famiglia, sorridiamo l’un l’altro stupidamente con denti bianchi e stretti per evitare di parlare a lungo di pensieri troppo profondi che impiegherebbero troppo tempo per essere esausti, per essere sviscerati, tempo che non abbiamo voglia di impegnare, troppo scomodo, troppo Pesante,e così…niente e nessuno esprime se stesso e la Condivisione rimane una Chimera e gli ideali rimangono una futile alternativa alla Realtà che sembra così logica e distante da quello che era l’Idea di te stesso…e, per non urtare l’altrui, segui lo schema e adegui il Reale allo schema designato dagli altri e purtroppo, non ci puoi fare nulla, quando ti capita di non riuscire a trovare impegni, a non trovare spazi pieni tra i tuoi pensieri vuoti, rimangono gli Ideali non Condivisi che avevi da Bambino e che non hai mai avuto il momento è il coraggio di raccontare in Famiglia per non deludere nessuno, e così scopri che l’unico che hai deluso sei te stesso. Rimani qui, il punto è proprio questo…la cosa più bella detto questo è che la nostra vita è solo nostra e per quanto non l’abbiano mai vista con gli occhiali graduati correttamente gli Altri, noi possiamo riprenderla per le Briglie e decidere di darle un’altra possibilità e…cercare, di condividerla con loro, se vorranno, o con una Famiglia tutta nostra, tutta nuova, diversa, costruita attorno a noi come siamo, che ci accetti per ciò che siamo realmente senza volerci come non saremo mai.