Stelle cadenti ?

VIVI IL PRESENTE E COSTRUISCILO come lo desideri, GIORNO PER GIORNO senza pensare a chissà quale “Sempre”.

Continua a DESIDERARE con il tuo nasino all’insù aspettando la tua stella cadente ma non affondare mai nelle tue stesse sabbie mobili…prova fino in fondo a vivere la vita che vorresti invece di desiderarla.

Vivi e non sopravvivere, togliti quella pigrizia di dosso e cresci: LEGGI, STUDIA, IMPARA, DIVENTA QUELLO CHE VUOI ESSERE, qualunque persona tu voglia essere, ma fallo ora, dopo potrebbe essere troppo tardi, potresti voler essere qualcosa d’altro 🤫!

Sperimentati! la Vita è solo una ed è SOLO TUA, NESSUNO TI PUÒ GIUDICARE, e se lo fa, sorridigli e… non ti curar di loro.

NON GIUDICARTI: impara a non farlo tu per primo, è forse la cosa più difficile da imparare… perdonati e impara l’arte dell’ironia e della tolleranza verso te stesso, come verso il mondo fuori.

Buon viaggio…

Ho visto le balene in Canada, ho sciato tra le cime dolomitiche, ho salito i grattacieli di New York e Toronto, ho passeggiato sulla piazza rossa a Mosca, ho nuotato con le mante nel mare delle Maldive, ho visto le piramidi in Africa, ho toccato la sabbia corallina a Los Roques, con le scimmie ho toccato foglie immense nelle foreste tropicali del Sud America, ho visto facce inquiete e occhioni dolcissimi in Guadalupe, ho assaggiato ostriche inarrivabili sulle coste francesi, ho lavorato alle Baleari ho studiato a Londra, ho spalancato lo sguardo sui boschi nelle periferie delle città del business tedesche, ho passeggiato per i mercatini e passeggiato lungo i laghi svizzeri, ho sciato sulle Alpi e camminato sui passi e tra le malghe d’estate nel Trentino.

ho girato l’Italia per assaggiarne i sapori della Fiorentina, della piadina, della pizza, delle sarde in saor, dei canederli, del tartufo d’alba, della tartare, della farinata, delle sfogliatelle del cous cous di pesce, della raclette, delle orecchiette, dei tortelli di zucca, delle panelle, del Brunello, delle tigelle e dello gnocco fritto, del Nero D’avola, delle arancine, del porceddu, del Prosecco, dei risi e bisi, dei calamari ripieni, del cartizze … ma ho mangiato il polpo più buono spaccato sugli scogli e arrostito nelle isole sperdute della Grecia

ho viaggiato con la moto tra le montagne dell’hinterland brullo e spazzato dal vento corso e poi sardo, esplorando angoli nascosti di isole multiculturali e sfaccettate di sapori e colori che non finiscono mai di stupire, ho visto nevicate spettacolari in Austria e mari cristallini in Croazia e in Martinica ma anche nelle Eolie e nelle Egadi… altre erano le meravigliose acque delle cascate del Niagara: così tempestose che non si lasciavano guardare perché la loro forza portava via. Quelle strade per raggiungerle dal Canada, girovagando nell’America del Nord per km e km senza vedere altro che aceri e alberi a destra e a sinistra di carreggiate vuote e larghissime che creano dossi naturali con un foliage che muta di stagione in stagione con colori unici…

Il mondo è qualcosa di enorme: non si può pensare che il mondo abbia confini.

Siamo un puntino dentro a tutto questo e più viaggiamo più ce ne rendiamo conto.

Tutte le opere d’arte dentro a tutti musei che ho visitato le costruzioni immense o le piccole opere dell’uomo possono essere tanto tantissimo ma non saranno mai all’altezza di quello che la natura ci ha messo a disposizione e che dobbiamo cercare di proteggere perché quando tra la torba dell’Irlanda o tra i coralli dell’oceano maldiviano o sotto la neve fioccante delle Dolomiti o il sole dei Caraibi o gli spruzzi violenti delle Niagara Falls o delle onde di Biarritz ti ci trovi …

senti la violenza terribile di Keats che ti attira inesorabile come una sindrome di Stendhal che ti fa perdere i sensi ma insieme ti riempie di energia.

Nulla c’è di più bello del viaggio della scoperta

nulla arricchisce la nostra cultura più del viaggio …

chi non può farlo può fare come lo fece Salgari: leggendo e immaginando.

ma io penso che, zaino in spalla, con le possibilità che la rete da oggi tutti possano farlo e scoprendo il mondo lo tratteremmo meglio.

Purtroppo ora sono costretta a stare un po’ ferma e non posso farlo ma mi manca come l’aria: mi sento in gabbia e non vedo l’ora di poter ripartire, che sia un weekend o due settimane sarà una nuova scoperta, sempre.

Buon viaggio

Il Mare

Lo dico da sempre … è la mia Linfa vitale. Non ho radici sono cittadina del Mondo, nata da genitori di nazionalità diverse, a loro volta figli di genitori expat, e la mia vita è stata caratterizzata dai trolley e dalle emozioni dei traslochi con i suoi contro e i suoi infiniti pro (evadere dal potere degli oggetti che ci possiedono come non ci accorgiamo quando conserviamo quel piccolo post che ci ricorda tanto qualcosa o quella bustina di zucchero che ci ricorda quel bar dove abbiamo preso quel caffè o incontrato quello sguardo Speciale), dagli abiti (facendoci fare shopping dentro il guardaroba (quando non mi ricordavo di avere mille abiti neri io che il nero penso sia un colore da non avere se non per emergenza sul mio style)), dalle scarpe e le borse (le mie opere d’arte), dai libri (che finiscono nelle scuole o nelle librerie aperte di bookcrossing affinché tutti ne possano giovare (perché so che non rileggerei mai qualcosa che mi ha già emozionata a par suo…mi darebbe qualcosa d’altro e non lo vorrei))…

I traslochi mi ripuliscono dentro, sono Catarsi quasi…

Ma il Mare rimane una costante Radice che cerco SEMPRE costantemente da tutta la Vita. È Vita.

Lo guardi e torni a te oppure fuggi nell’infinito decidi tu che movimento dell’onda seguire, avanti o indietro…

Lo scopri azzurro grigio verde blu…

Lo avverti ogni giorno ogni ora differente: sofferente, arrabbiato, irruente, Placido, caldo e accogliente, gelido e scostante… è lui, non perdona.

È sempre forte, libero, infinito.

Eppure è fragile, anche lui, nel profondo è fragile.

Luce

Ansia Gioia Nausea Energia Sorriso Paura Brividi Onnipotenza Lacrime Appetito Buio Smarrimento Vertigini Desiderio Impotenza Attrazione Luce …

Tutto accade in attimi che si susseguono inconsapevoli, che, come onde, invadono e pervadono impetuosi ogni piega del mio corpo, ogni respiro che entra, ogni espiro che esce: butto un’emozione per incamerare un nuovo senso di me stessa, ogni afflato una Me differente da quella che il respiro precedente aveva lasciato… e mi sconvolge.

Ma non mi importa: è vita!

Finalmente è VITA

La lascio fare.

La lascio portarmi per mano, fin dove mi vuole portare

È così che deve essere, quando non chiudi tutto fuori per non sentire più il Dolore.

Devi vivere tutto, devi metabolizzare ogni sensazione, decodificare ogni emozione, metterla al proprio posto e li lasciarla, decantarla.

Perché dimentichi che Se Non vuoi Vedere più l’Ombra è perché non Vedrai Mai Più il Sole