Recensione di ORFANZIA

Orfanzia
C’è qualcosa in questo libro che per me non può essere accomunato a nessun altro libro che ho letto durante il 2017: a suo modo parla di disturbi del comportamento alimentare…
Nulla può toccarmi come un libro che parla con ironia e sarcasmo, con cinismo e crudezza di vomito, di cibo che esce sporco dalla bocca e che si appiccica come la panna sui ravioli o come la maionese del tramezzino, sulla lingua e non scende… se vuole scendere poi si DEVE espellere, e si cerca ogni anfratto ogni giro di angolo di palazzo, di mare, di negozio per poterlo fare uscire e poterlo fare uscire vuole dire vincere. 
Su chi??? 
Sull’altro da noi, su quel piccolo verme impavido che invece che stare allerta sui bisogni animaleschi e bassi dell’umanità becera e grassa, si vuole nutrire e desidera il cibo…
lo desidera e lo brama con succulenta acquolina, sentendone addirittura l’odore, la fragranza attraverso la busta chiusa, immaginandone la ghiottoneria. 
Combatte l’uno, si difende l’altro, divenendo l’uno e l’altro indistinti, facendo del male fisico al corpo, combattendo una battaglia tutta interna e riportata sull’esterno, ma sempre nascosti, l’uno e l’altro. 
E il mondo dei “grandi”, quelli pronti solo a giudicare per le apparenze, il mondo dei prepotenti, quelli pronti a colpire chi reputano, alla prima occhiata, meno forte, non sapendo in realtà quanto siano in errore, il mondo dei professionisti, dei professoroni pronti a salire in cattedra e a saperla tutta loro, la verità che non hanno mai rivelato con il Sacro Graal…
ecco, quel mondo lì, al nostro giovane uomo sembra troppo forte per poterlo affrontare e così affronta a testa alta sé stesso, facendosi male o bene, solo per essere ciò che gli altri da se’ vogliono per lui!
Poi un giorno…
no, basta spoiler!
È un libro da divorare, ma senza cercarvi risposte, solo domande e dubbi su quello che mai potremmo fare per essere felici di noi stessi, senza dimenticare I NOSTRI DESIDERI, e non solo per tentare di essere guardati con quell’aria di “sono soddisfatto di te” dal mondo fuori da noi e da tutte le nostre personalità.
Anche perché alla fine finiremo altrimenti DIVORATI!