Tempo

Ferma, immobile, in una poltrona in platea, ti guardo passare, Tempo… poi, di soprassalto, ti rincorro.

Mi desto e cerco di anticiparti, di erodere ogni tuo angolo, per arrivare prima di te, per la paura che tu possa scappare prima che io possa mangiarti in ogni morso e leccare ogni tua briciola caduta … poi, subitanea, e senza preavviso, torno a guardare il tuo passaggio, quasi come non esistessi io stessa, ma fossi altro da me, e aspetto solo che arrivi il Poi e cambi la lancetta dei minuti sulle ore e delle ore sui giri del sole e della luna.

Accettarti, questo non ce la farò mai a fare: accettare che tu sia più forte di me, è troppo forte anche per me, che sono troppo ribelle per poter soggiacerti.

E la ribellione non porta a nulla, se non all’insonnia perenne, per la paura che se chiudo gli occhi, al mio risveglio, tu possa non Essere più, e quindi, io, di conseguenza.

Rubarti ogni volta un pochino di te o lasciarti andare sperando che tu corra più forte… forse semplicemente accettare che tu esisti davvero e che vivi fuori da me… che sei Qualcosa, tra le tante, che non posso controllare

La gelosia del tempo

Sono gelosa del tempo: è il solo che riesca togliermi la Libertà

Sono gelosa del Mio tempo: non lo posso sciupare e non voglio vivere in affannosa apnea, inquietudine e tormento per inseguire il dopo

Sono gelosa del mio QUI E ORA perché so che nulla è più oltraggioso che non Vivere il tempo

Sono gelosa del tempo che ti vive intorno anche quando io non ci sono più: pensavo che non sarebbe stato possibile un Dopo

Grazie al mio Tempo che mi ha baciato sulle labbra anche questa mattina svegliandomi: Sono pronta ad andare in scena nel Gioco della Vita,

Qui ed Ora,

Libera di Scegliere