Dopo mesi riesco a guardare questa foto che ho scattato dopo la doccia durante il lockdown per capire dove fossi perché non c’ero più con il cervello immersa in quell’eterno silenzio, non più solo dentro le mie mura ma anche fuori dalle finestre.
Tutto era ovatta, dentro e fuori dalla mia testa, così ho fermato l’attimo
Desiderio di annientarsi
di sparire
di scappare dai sensi di colpa
dallo schifo della violenza subìta, troppa : fisica sessuale psicologica
le molestie, il senso di sporco e poi la voglia di lavarsi, di pulirsi, di tagliarsi, di punirsi
dalla certezza di meritare il peggio
dalla forza schiacciante delle parole del mondo fuori e del mondo dentro
dai pensieri enormi creati dalla solitudine
dal silenzio
dalla vista del muro ogni ora di ogni giorno, del soffitto, del nulla
del chiodo fisso di “non avercela fatta”
della sconfitta pur combattendo ogni battaglia ogni ora in ogni parte del mondo
combattere la voglia di rifuggire la mancanza di amore : di non saperlo dare, di non saperlo ricevere ,
la paura dell’abbandono ,
la voglia di finire questo stato di eterna febbricola che non sfocia mai in forti emozioni rimanendo un sobbollire di sopravvivenza senza senso in una vita che è sempre stata carica di ADRENALINA tra Accademie di danza atenei universitari conservatorio viaggi intorno al mondo management di aziende importanti party libri tutto freneticamente organizzato …
nessuna zona riservata alla emozioni vere : per pochi attimi di gioia , troppe sofferenze da mettere sul piatto : troppa violenza, Troppi sensi di colpa buttati addosso, ingoiati e appallottolati nello stomaco …
…E così l’anoressia vince
…e i miei sensi di colpa e il mio disprezzo verso me stessa aumenta
E ora è tutto qui, a distruggere da anni me stessa perché la donna del fuori non esista più agli occhi degli altri, perché nulla sembra valga più la pena per andare avanti , per sparire, per smettere di essere un peso per me e per gli altri e conservare il ricordo dell’ultimo spettacolo con standing ovation andato in scena nella spirale della vita troppi anni fa
Ma poi va così …che per orgoglio, e solo per orgoglio, provo ancora a farcela , con le mie maschere da attrice, che vado in scena ogni giorno: apro il mio sipario al mondo e recito la parte migliore di me stessa finché ce la farò
…e lo farò anche oggi
Il fine è uno …
Ho combattuto molte battaglie che si sono affastellate e accanite sugli ultimi due lustri della mia vita … molte hanno inficiato in modo permanente il mio stato di salute , ma purtroppo . se qualcosa ho collezionato oltre ai punti e alle cicatrici fuori e dentro la mia pelle, ho capito che il pensiero che rimugina,
che non cerca in ogni mattina la LUCE e l’obbiettivo per essere la versione migliore di se,
la persona che si lascia “schiacciare” dalle energie negative del suo peggior nemico (spesso se stessa),
chi non cerca di essere la “bellezza” che vorrebbe vedere nel mondo,
chi non cerca la “meraviglia” in ogni angolo ma ne vede solo la monotonia e la patina vintage e “deja vue“…
ecco questa persona spesso ha più facilità a somatizzare alcune patologie…
per altre, purtroppo non si può attribuire nulla al pensiero positivo ne alla meditazione.
Rimane comunque sempre un unico consiglio il mio…
VIVI non SOPRAVVIVERE ,
rimani nel momento
perché è ora il momento di “meravigliarti”
che sia per la violenza del vento, della pioggia
o per i colori di un tramonto
se come me non hai vicino la “meraviglia” di assaporare un sorriso, un abbraccio, una mano calda nella tua , basta il profumo di un fiore,
di un melograno appena tagliato
di una tisana allo zenzero e cannella
di una cioccolata calda
o il freddo in bocca dolcissimo di un gelato al pistacchio di bronte
il profumo del pane appena sfornato o del bbq che sfrigola ,
di una pizza gustosa o di un paio di scarpe nuove appena arrivi a casa e apri la scatola ,
delle pagine di un libro nuovo
del bucato appena ritirato dallo stendino ,
il fruscio del vento in faccia sulla sella di una moto quando il casco è aperto sul viso
le brezza delle onde su un gommone o su un motoscafo che salta di cresta in cresta o il cullare di una barca a vela a ridosso di baie e faraglioni …
insomma c’è sempre “nel momento” un attimo di MERAVIGLIA,
trova il tuo il “più spesso” possibile
Think positive
Feed your soul


Avevo scritto un commento oggi, ma evidentemente non L ho inviato. Ti chiedevo se hai veramente capito in questi anni il senso di tutto questo.
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Certe volte non è il verbo “trovare un senso” quello più pertinente da utilizzare. Razionale come sono , sempre iper cerebrale, so che Devo solo cercare di guarire dalla bestia e pensare che ne valga ancora la pena …anche quando credo di aver dato tutto e che non mi occorra ne che sia “produttivo”sopravvivere se non a consumare il tempo e le risorse umane rimaste : se non ho ciò per cui combatto da sempre e che so cosa voglia dire avere, che senso ha stare ancora qui?.
L’unico “modo” che trovo ė restare nell’hinc Et nunc , per non andare oltre con programmi che , anche grazie al coronavirus , non sono futuribili e non rimuginare sui bivi che mi hanno reso quella che sono … la mia delusione questa persona che mi fa male rivedere
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Lo chiedevo perché sto combattendo una lunga e dura battaglia da un altra posizione
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Ho combattuto molte battaglie che si sono affastellate e accanite sugli ultimi due lustri della mia vita … molte hanno inficiato in modo permanente il mio stato di salute ma purtroppo se qualcosa ho collezionato ho capito che il pensiero che rimugina e che non cerca in ogni mattina la luce e l’obiettivo per essere la versione migliore di se, quella persona che si lascia schiacciare dalle energie negative del suo peggior nemico (spesso se stessa), chi non cerca di essere la “bellezza” che vorrebbe vedere nel mondo, chi non cerca la “meraviglia” in ogni angolo ma ne vede solo la monotonia e la patina vintage e “deja vue“… ecco questa persona spesso ha più facilità a somatizzare alcune patologie… per altre, purtroppo non si può attribuire nulla al pensiero positivo ne alla meditazione. Rimane comunque sempre un unico consiglio il mio… vivi non sopravvivere, rimani nel momento perché è ora il momento di “meravigliarti” che sia per la violenza del vento, della pioggia o per i colori di un tramonto se come me non hai vicino la “meraviglia” di assaporare un sorriso un abbraccio una mano calda nella tua basta il profumo di un fiore di un melograno appena tagliato di una tisana allo zenzero e cannella di una cioccolata calda o il freddo in bocca dolcissimo di un gelato al pistacchio di bronte il profumo del pane appena sfornato o del bbq che sfrigola di una pizza gustosa o di un paio di scarpe nuove appena arrivi a casa e apri la scatola delle pagine di un libro nuovo del bucato appena ritirato dallo stendino il fruscio del vento in faccia sulla sella di una moto quando il casco è aperto sul viso le brezza delle onde su un gommone o su un motoscafo che salta di creerà in cresta o il cullare di una barca a vela a ridosso di baie faraglioni … insomma c’è sempre “nel momento” un attimo di meraviglia, trova il tuo il “più spesso” possibile
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Sto parlando di mia figlia che non riesco ad aiutare nonostante io metta tutto me stesso per aiutarla a tirarsi fuori. Ci sono solo io
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Permettile di essere aiutata da chi ha la facoltà medico scientifica per farlo… è solo questa la strada … e sapranno aiutare anche te. Sei un padre meraviglioso per quello che posso percepire dai tuoi pensieri che mi lasci , non accollarti sensi di colpa che siano più grandi di te e magari non siano di aiuto a nessuno dei due. In bocca al lupo
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Si comunque è in cura da psicologa e nutrizionista e si devo farmi meno sensi di colpa…
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Hai capito il senso di tutto questo?
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Non arrenderti mai e combatti ogni giorno per te stessa. Ti sono vicina col cuore. Un abbraccio forte.
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